Sicurezza
Ecomostro, l’ultimatum dei cittadini: «Non vogliamo più vedere il casermone»
Animi tesi al faccia a faccia sul palazzo incompiuto tra abitanti del quartiere e gli assessori Fabio Barsottini e Adolfo Bellucci
EMPOLI. Animi accesi tra le cento persone che venerdì sera hanno preso parte all’incontro organizzato da alcuni cittadini a Ponte a Elsa per discutere del futuro del cosiddetto “Ecomostro”, il palazzaccio incompiuto tra le vie Dino Gobetti, Rinaldo Cioni e Dino Caponi. Nell’assemblea, che si è tenuta nel parcheggio ai margini della lottizzazione e in cui erano presenti gli assessori Fabio Barsottini e Adolfo Bellucci, aveva virtualmente una “sedia vuota”: quella del sindaco Brenda Barnini la quale aveva prima dato e poi revocato la sua disponibilità a essere presente per altri impegni. Il Comune era stato interpellato dai residenti della zona per capire come mai, dopo l’annuncio da parte del municipio di via Del Papa dell’acquisto all’asta dell’area, ancora niente era stato fatto.
Preso atto delle problematiche già conosciute, legate a questioni burocratiche legate all’Iva da applicare e alla riconvocazione dal notaio per chiudere la compravendita con il tribunale fallimentare di Santa Maria Capua Vetere, i cittadini hanno preteso chiarezza sull’oggi e certezze per il futuro.
«Sicuramente è stata una riunione costruttiva anche se qualcuno ha palesato di aver perso la pazienza – spiega Massimiliano Rossi, uno dei residenti – quel che è emerso è come la gente di Ponte a Elsa non voglia più vedere quel casermone e si aspetta una sostituzione con una bella area verde. Secondo un geometra e altri tecnici che vivono nei dintorni, quella struttura è difficilmente recuperabile, ormai è passato troppo tempo».
Nell’incontro sono state evidenziate varie questioni: una è legata alla sicurezza e alla gestione sociale. «Lì dentro ci sono persone che vi trovano rifugio per la notte – prosegue Rossi – è pieno di topi. Qualcuno si è sentito preso in giro perché mercoledì mattina, a due giorni dall’incontro, il Comune ha sostituito la recinzione perimetrale che era danneggiata da molti mesi. Ciò nonostante, anche quella attuale è facilmente valicabile. In quell’area ci entrano persino i bambini quando non dovrebbero. Qualche mese fa la recinzione era caduta sulle macchine parcheggiate ai lati». E ancora la questione del verde: le piante sporgono dal cantiere e invadono il marciapiedi. Una potatura potrebbe già essere, secondo gli interventi dell’altra sera, un primo segnale di vicinanza a chi vive i problemi dell’Ecomostro quotidianamente.
«La gente ha chiesto tempistiche – conclude Rossi – ma gli esponenti di giunta hanno detto che per almeno un triennio non ci si potrà fare nulla. Resta poi aperta la questione dei lotti di proprietà di un’altra azienda che non è quella associata all’asta fallimentare, in cui servirà un altro acquisto o un esproprio. Barsottini ha indicato in un milione di euro il costo della demolizione».
Da questo incontro, intanto, potrebbe anche nascere un comitato di residenti come pungolo per l’amministrazione su questo problema.
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