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Una nuova pista di ciclocross da 650 metri nasce su un terreno di Badia a Cerreto

Daniele dei
Una nuova pista di ciclocross da 650 metri nasce su un terreno di Badia a Cerreto

L’amministrazione comunale ha concesso un’area all’associazione sportiva Pedale Certaldese per realizzare un impianto per le gare 

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GAMBASSI TERME

Procedono spediti, nonostante il Covid-19, i lavori per la nuova pista di ciclocross da 650 metri che sarà liberamente a disposizione di tutti a Badia a Cerreto, frazione del comune di Gambassi Terme. L'amministrazione comunale, infatti, ha concesso un proprio terreno all'associazione sportiva Pedale Certaldese, presieduta da Massimo Leoncini con vice Mario Mugnaini, la quale da tempo cercava con le amministrazioni del territorio di realizzare un impianto per questa disciplina, assente fino a oggi in Valdelsa. «Si tratta di una di quelle cose stupende che accadono quando si asseconda la voglia di fare di chi ha passione per uno sport e ama il proprio territorio», commenta il sindaco Paolo Campinoti che ha anticipato la notizia attraverso i social. «Abbiamo iniziato un anno fa – spiega il gambassino Leonardo Arrighi, appartenente a Pedale Certaldese – il Comune ci ha concesso il terreno e abbiamo iniziato a fare dei piccoli interventi. Poi assieme a Luigi Di Verniere abbiamo sviluppato il progetto del circuito e dei sui saliscendi. Abbiamo seguito i regolamenti del Coni e della federazione ciclistica italiana, con l'obiettivo di portare qui della gare giovanili di livello regionale ma anche oltre». Il 'lockdown' ha fermato per un po' le operazioni ma adesso si è recuperato e il tracciato del circuito è già stato segnato sul terreno. «Noi speravamo prima del Covid di portare tra settembre e ottobre una gara di mountain bike qui – prosegue Arrighi – adesso speriamo comunque tra due mesi di fare l'inaugurazione coinvolgendo le associazione sportive del territorio». Una volta ultimata, ognuno potrà accedere liberamente alla pista, che sarà utilizzata anche dai ragazzi di Pedale Certaldese. I minorenni, fuori dagli allenamenti del club, dovranno essere accompagnati dai genitori e ognuno sarà responsabile delle proprie azioni. «Il ciclismo è uno sport con numeri bassi di iscritti – conclude l'ideatore del circuito – per cui c'era bisogno di spaziare su altri fronti oltre all'attività su strada. Ecco perché serviva un impianto che potesse avvicinare i giovani a questa disciplina. Purtroppo adesso siamo fermi con l'attività sportiva per via delle limitazioni sul distanziamento sociale, in attesa di riprendere». —

Daniele dei

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