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Empoli

"Le opere degli Uffizi 2 all’Ambrogiana". Paolo Masetti candida la villa medicea

Il sindaco di Montelupo davanti alla villa medicea dell’Ambrogiana (foto Carlo Sestini)
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Il sindaco di Montelupo davanti alla villa medicea dell’Ambrogiana (foto Carlo Sestini)

L’idea lanciata dal sindaco metropolitano Nardella di creare una rete di piccoli borghi piace al primo cittadino di Montelupo

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MONTELUPO. Ci sono momenti della storia che sono chiavi di volta per la piccola e la grande storia. Accadimenti che sono un punto e a capo che spingono a ripensare tanti aspetti.
L’emergenza sanitaria connessa al coronavirus ha messo in luce come le città non siano più adeguate a sostenere i flussi attuali e come una sola variabile (seppur gigantesca) possa drammaticamente mettere in crisi un intero sistema.
Domenica scorsa il sindaco metropolitano Dario Nardella intervenendo sulla necessità di allargare i luoghi della fruizione delle opere d’arte ha detto: «Dobbiamo avere il coraggio di portare fuori dal centro le tante opere d’arte che sono custodite nei caveau dei musei. Penso al progetto Uffizi 2 di cui tanto si è parlato. Sono pronto anche a fare investimenti per trovare luoghi adatti e questo può aiutare a spalmare molto i flussi turistici. E poi dobbiamo lavorare di più per le famiglie. Penso a un parco culturale a tema, sul Rinascimento sull’esempio del «Puy du Fou» nella Loira».
Una palla che è stata colta al balzo dal sindaco di Montelupo Fiorentino, Paolo Masetti.
«Condivido la visione di un modo di fare cultura disseminato sul territorio, che decongestioni le grandi città e che crei una rete con i piccoli borghi in una relazione virtuosa fra centro e periferia. Penso che questo possa essere il momento di ripensare il turismo e i luoghi del turismo. Quando ho letto le parole di Dario Nardella mi è venuto spontaneo pensare alla Villa dell’Ambrogiana. Sarebbe bello che potesse ospitare opere che attualmente non sono esposte in nessun museo e non sono fruibili, valorizzando sia l’opera di per sé che il luogo stesso in cui viene esposta e sarebbe bello avviare un confronto su questa idea, ovviamente assieme al proprietario del complesso, che lo ricordo è il Demanio».
Sarebbe per certi versi un modo per riprendere una storia che si è interrotta secoli fa, quando Cosimo III fece realizzare il “corridoio del principe” che collegava la villa con il vicino monastero dei frati Alcantarini; un luogo disseminato di opere d’arte.
«Montelupo è lontana anni luce da Firenze per quanto riguarda il turismo - continua Masetti - ed ha problemi diametralmente opposti. Però proprio per questo credo che sia opportuno avviare un dialogo e capire se ci sono le condizioni per sviluppare un progetto diffuso di area. Con il vantaggio per il Capoluogo di cambiare una modalità di fruizione “mordi e fuggi” a favore di un turismo slow e per la periferia di beneficiare di un indotto importante».
«In tal senso sono importanti anche le infrastrutture - aggiunge il sindaco Masetti - . I collegamenti stradali, ferroviari e ciclabili. L’itinerario di collegamento fra l’area dell’Empolese e Firenze lungo l’Arno credo che sia un’ulteriore carta da giocare. L’Italia e la Toscana in particolare sono ricche di luoghi d’arte e naturalistici. Impariamo dall’estero a valorizzare l’immenso patrimonio che abbiamo. È una partita che ovviamente deve avere una regia più alta e sarebbe opportuno coinvolgere in questo senso anche il Mibact».

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