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L’emergenza non è finita. Un altro mese per le Usca

Marco Pagli
L’equipaggio di una Unità speciale continuità assistenziale (Usca) (foto Batavia)
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L’equipaggio di una Unità speciale continuità assistenziale (Usca) (foto Batavia)

Le quattro unità speciali istituite nell'Empolese Valdelsa proseguiranno col lavoro. Medici e infermieri continuano a garantire assistenza domiciliare ai pazienti Covid

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EMPOLI. Il Covid ha allentato la morsa sul territorio – al netto della polemica di questi giorni sulla risalita dell'indicatore RT in Toscana – ma l'Asl Toscana Centro rinnova l'incarico agli operatori delle Usca (Unità speciali continuità assistenziale) fino alla fine di luglio. I 24 medici, a cui si aggiungono infermieri e personale dirigente interni all'azienda sanitaria, che sono stati assunti per fare parte delle quattro unità speciali istituite nell'Empolese Valdelsa proseguiranno con il lavoro iniziato a fine marzo scorso. Un lavoro prezioso che ha permesso da una parte di alleggerire il carico sul sistema ospedaliero e sui medici di famiglia e dall'altra di garantire un'assistenza continua ai pazienti affetti da coronavirus direttamente a domicilio.

I dati forniti dall'azienda guidata da Paolo Marchese Morello parlano di oltre 20mila ore di servizio svolto nei mesi di aprile e maggio nell'intero territorio di riferimento, cioè nelle province di Firenze, Pistoia e Prato. L'incarico, iniziato l'ultima settimana di marzo, aveva una durata di tre mesi e si conclude proprio in questi giorni. Tuttavia, l'Asl ha deciso di proseguire con il servizio almeno fino al termine ufficiale del periodo di emergenza decretato dal governo, ovvero il 31 luglio prossimo. Ma non è escluso che venga prevista una nuova proroga «in caso di prosecuzione dell'emergenza epidemiologica».

Nel complesso l'Asl ha stanziato 500mila euro per il rinnovo dell'incarico fino a fine luglio, considerando un compenso di 40 euro lordi per ogni ora di attività a ciascun medico coinvolto nelle Usca e di una quota che oscilla da 120 a 300 euro, a seconda della grandezza dell'unità speciale, per i referenti di distretto. Il territorio dell'ex Asl 11 è stato suddiviso in tre aree di riferimento: Empolese, Valdelsa e Valdarno. La prima, che ha la sua sede presso l'ospedale San Pietro Igneo di Fucechio, dispone di tre unità speciali (una dedicata solo ad Empoli, una a Montelupo, Vinci e Capraia e Limite e una a Fucecchio e Cerreto Guidi). La seconda ha sede nell'ospedale di Castelfiorentino e copre cinque comuni: Castelfiorentino, appunto, Certaldo, Gambassi, Montaione e Montespertoli. Mentre quella del Valdarno ha sede a San Miniato e si estende sui quattro comuni dell'area.

Per rendere operative le Usca, che sono attive sette giorni su sette dalle 8 alle 20, l'azienda sanitaria è ricorsa ad assunzioni a tempo determinato medici titolari e sostituti di continutà assistenziale, medici che frequentano il corso di formazione, i reperibili delle continuità assistenziali e anche i laureati in Medici abilitati e iscritti all'ordine. A queste figure sono state affiancati medici e infermieri già dipendenti Asl, che si sono resi disponibili in conseguenza della sospensione di alcune delle attività di routine in questi mesi di emergenza. Il lavoro di queste unità, che per la sua importanza è stato rinnovato per un altro mese, ha permesso di assistere centinaia di pazienti affetti da Covid che non necessitavano di ricovero ospedaliero e pazienti sospetti Covid in isolamento domiciliare, oltre agli ospiti delle Rsa del territorio. —


 

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