Il Tirreno

Empoli

l’appello dell’associazione “amici di cerbaiola” 

«Servono risposte urgenti e concrete alle persone con disabilità»

Daniele Dei

La richiesta del presidente  Terreni ai Comuni dell’Empolese Valdelsa principali soci della  Fondazione “Dopo di noi”

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EMPOLI

Un invito ai Comuni dell'Empolese Valdelsa, principali soci della Fondazione "Dopo di noi", a fornire ulteriori risposte ai bisogni delle persone con disabilità. È quello che l'associazione “Amici di Cerbaiola”, a firma del presidente Rolando Terreni e della sua vice Marina Martini, ha inviato a tutte le amministrazioni locali con una lettera indirizzata anche ad altri organi come la terza commissione del consiglio regionale della Toscana. Terreni e Martini chiedono «notizie sul ritardo con il quale ancora non sono stati realizzati gli obiettivi stabiliti dallo Statuto» della Fondazione che, oltre ai Comuni della zona, vede la partecipazione dei municipi della Zona del Cuoio, la Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato, Banca Cambiano, numerose associazioni e personalità del tessuto imprenditoriale e sociale come Loriano Bagnoli, Bruno Berni, Stefano Mancini, Elena e Lucia Mostardini. «Benché la Fondazione sia nata nel 2007, a tutt'oggi non è stata ancora realizzata una struttura assimilabile a quelle delle Fondazioni nazionali Anfass e "Dopo di noi Pisa Onlus" – scrivono i rappresentanti di Cerbaiola – che hanno una capacità ricettiva di 96 posti di cui 36 in regime residenziale, e 60 in regime diurno. Al momento l’unica struttura all'uopo realizzata e funzionante è "Casa Arrighi" con l’immobile donato dalla famiglia e che assiste sei disabili. Ci sono poi i lavori in corso sul fabbricato residenziale in via Pontorme, quindi si può, ottimisticamente, ipotizzare che i disabili orfani dei genitori potranno contare su circa 20 posti letto». Troppo pochi, secondo Terreni e Martini: «I disabili attualmente presenti nel territorio Empolese Valdelsa e che frequentano i centri diurni sono attorno alle 249 unità – proseguono – a questi numeri si devono aggiungere i soggetti affetti da autismo, che secondo le stime dell’Asl ogni anno sono circa 20 unità. È evidente che, essendo anziani i loro genitori, prima o poi i disabili orfani avranno bisogno del dopo di noi». Ecco dunque la preoccupazione e un appello: «Dall'ultimo bilancio della Fondazione – concludono i rappresentanti di Cerbaiola – si rileva una perdita di circa 20mila euro, mentre il patrimonio netto ammonta a 56mila euro ed è insufficiente per futuri investimenti e per le necessità correnti. Chiediamo un sostanziale intervento dei soci fondatori per dare al più presto risposte concrete ai disabili e non pregiudicare la vita delle famiglie e dei loro figli». —

Daniele Dei

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