Il Tirreno

Empoli

l’emergenza coronavirus: la fase 3 

Undici persone ancora positive ma sono in convalescenza a casa

Daniele Dei
Paolo Filidei responsabile dell’Asl Toscana dell’Unità funzionale complessa di Igiene pubblica e nutrizione
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Paolo Filidei responsabile dell’Asl Toscana dell’Unità funzionale complessa di Igiene pubblica e nutrizione

Sono 367 i guariti nell’Empolese Valdelsa. A giugno due casi, uno a Montespertoli e uno a Fucecchio

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EMPOLI. Undici persone ancora alle prese con il Coronavirus, con un totale di 367 guariti. È questo il dato a ieri che certifica come oggi l'emergenza per il virus sia ormai contenuta nel territorio dell'Empolese Valdesa, a cui questi numeri fanno riferimento con l'aggiunta anche dei quattro comuni pisani facenti parte della ex Asl 11. A fornire questo quadro è Paolo Filidei, responsabile per la sede di Empoli dell'Asl Toscana Centro dell'Unità Funzionale Complessa di Igiene Pubblica e Nutrizione, il quale ha confermato ulteriormente come questo mese di giugno sia stato particolarmente positivo dopo mesi terribili. Ricordiamo infatti che a marzo i casi accertati furono 98, passati 168 ad aprile e poi scesi a 26 a maggio, per poi diventare, al momento solo due a giugno (uno a Montespertoli e uno a Fucecchio). Se si considerano i 28 giorni come lasso di tempo per definire un territorio "covid free", salvo i due comuni prima citati e quello di Empoli (ultimo positivo rilevato il 31 maggio), gli altri sono tutti da considerare all'interno di questa classificazione.

«Gli ultimi casi di giugno hanno interessato due persone e più ce n'è uno in fase di indagine – fa sapere Paolo Filidei – in ogni caso sono tutti pazienti che presentano una bassa carica virale. Nelle ultime indagini epidemiologiche non abbiamo più trovato familiari contagiati come avveniva in passato e questo è positivo. La situazione è diversa rispetto a un tempo ma teniamo le antenne dritte». Il responsabile di area fornisce poi una panoramica delle persone che sono ancora positive ai tamponi e si trovano a domicilio per la loro convalescenza: «Si tratta di cittadini la cui malattia ha avuto un decorso più lungo rispetto alla medie – prosegue il dirigente medico – molti di loro sono asintomatici e non preoccupano le relative condizioni di salute». L'attenzione adesso è rivolta principalmente al periodo autunnale, dove non conoscendo a fondo il Coronavirus si teme ci possa essere una ricaduta al pari delle malattie stagionali di quel periodo. «Difficile dire come e si può ripresentare questo virus – riferisce il medico a riguardo- andrà posta attenzione al fatto per cui, con la presentazione di altre malattie respiratorie simili come l'influenza, ci sarà da lavorare accuratamente su diagnosi differenziali. Ci stiamo organizzando per la vaccinazione influenzale, per ridurre una delle possibili cause di diagnosi differenziale, poi siamo consci di avere, dopo quanto abbiamo passato, una organizzazione più rodata per compiere le opportune indagini sui casi sospetti». —
 

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