Il Tirreno

Empoli

la maturità ai tempi del covid 

«Esame serio e difficile ma va bene così» I sorrisi degli studenti

Daniele Dei
«Esame serio e difficile ma va bene così» I sorrisi degli studenti

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EMPOLI

L'ultima ora del proprio cammino scolastico superiore in una modalità mai vista fino a oggi.

Anche nell’Empolese Valdelsa ieri è iniziato il rito dell'esame di Stato per i ragazzi delle superiori, che non rivedevano da mesi i loro docenti, da quando le scuole chiusero le loro aule fisiche spostandosi in quelle della didattica a distanza. Una scuola totalmente diversa, fatta di distanze e mascherine, ma che ha generalmente accontentato tutti, come si evince anche dai ragazzi chiamati a mostrare alle commissioni le proprie capacità. «Quando sono entrata ero un po' ansiosa – spiega Linda Billocci di Empoli, che frequenta il percorso economico-sociale del liceo Pontormo – però i docenti sono stati in grado di metterci a nostro agio. Il programma di studi con questo tipo di esame era sicuramente più vasto che nella modalità classica, tanto che sono convinta c'era bisogno di studiare di più per prepararlo. Ho portato un elaborato sullo Stato Democratico, toccando quindi molti aspetti della parte finale della prova legati a cittadinanza e costituzione».

E mentre Linda viene accolta dagli amici e pensa a iscriversi a Scienze della formazione, nel contiguo Ferraris-Brunelleschi termina il suo esame anche Robert Ionita. «Per qualcuno questo esame poteva essere penalizzante – spiega il maturando del corso elettrotecnico – perché non tutti rendono bene all'orale quanto agli scritti. In fondo me lo aspettavo più difficile, il cambio in corsa delle regole penso ci abbia scombussolati ma non penalizzati».

Al ritmo di cinque candidati per commissione in una mattinata, esce dal Pontormo anche Roberta Piu di Gambassi Terme: lei frequenta il corso di scienze umane e tra poco inizierà a studiare per un altro esame: quello di ammissione alla laurea triennale in professioni sanitarie. «I professori hanno ben compreso la situazione della pandemia e ci hanno sostenuto – commenta la studentessa valdelsana – la parte più complicata è stata l'analisi del testo: farla in un orale è sicuramente più complicato. Comunque vorrei dire che è stato un esame serio, con un programma intero da studiare, alla faccia di chi ipotizzava fosse uno scherzo».

Fuori ad attenderla c'è Benedetta Cetti, che fa lo stesso indirizzo ma l'esame lo sostiene oggi: «Se non altro il lockdown ci ha dato più tempo per studiare e prepararci – è il suo commento della vigilia – io vengo da Castelfiorentino e facendo la pendolare ho potuto recuperare sicuramente ore preziose».

«I ragazzi sapevano quello che li aspettava – sono le conclusioni di Daniela Mancini, dirigente del Ferraris-Brunelleschi – le commissioni sono venute loro incontro, li hanno fatti parlare e i docenti hanno posto domande di approfondimento senza andare fuori tema. Insomma, nessuna sorpresa e protocolli rispettati appieno». —

Daniele Dei

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