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Empoli

il caso 

Settanta circoli Arci in difficoltà. Annullate oltre 400 iniziative

Marco Pagli
Chiara Salvadori presidente dell'Arci Empolese Valdelsa
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Chiara Salvadori presidente dell'Arci Empolese Valdelsa

La presidente Chiara Salvadori: «C’è chi ancora non ha ripreso,  e chi è ripartito con un’inevitabile riduzione dell’attività sociale all’interno»

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EMPOLI. Centinaia di iniziative annullate, difficoltà economiche per molti circoli e un tessuto sociale – costituito da oltre 11mila soci – che rischia fortissime ripercussioni. Il quadro delineato dall’Arci Empolese Valdelsa è denso di nubi. Un orizzonte complicatissimo con circoli che ancora non sono riusciti a riaprire e altri che, pur avendo ripreso l’attività, stanno scontando gravi problemi. Tuttavia, il motore non si è fermato e con varie iniziative, alcune delle quali portate avanti proprio nel momento del lockdown, il comitato sta portando avanti progetti e iniziative.

«L’emergenza coronavirus ha sconvolto la vita dei nostri 71 circoli del territorio – spiega la presidente Chiara Salvadori – siamo stati indeboliti dall’isolamento, come singoli e come associazione. Nel complesso abbiamo calcolato circa 400 iniziative che sono state sospese e annullate, sia nel periodo delle chiusure sia in questi mesi di lente riaperture. Adesso alcuni circoli hanno riaperto, tuttavia con una inevitabile riduzione dell’attività sociale all’interno. Altri, invece, stanno facendo i conti con grandi difficoltà, che però cercheremo di superare insieme». Certo la situazione per le case del popolo, da sempre punti di riferimento per iniziative votate alla socialità, è drammatica. Le attività di ritrovo e incontro, i giochi, la semplice lettura del giornale sono tutte rese impossibili. Mentre sul fronte economico i circoli hanno continuato a far fronte a molti costi fissi. «Tutti hanno deciso responsabilmente di chiudere fin dalla prima settimana di marzo – prosegue – ancora prima che uscissero i provvedimenti restrittivi del governo. Che ci sarebbero state gravissime ricadute economiche e sociali è stato chiaro fin dai primi giorni: la mancanza di ogni tipo di entrata e la necessità di continuare a far fronte a utenze, affitti, fornitori, tasse e mutui non poteva portare a questo. Il danno economico ha interessato chiaramente anche i lavoratori e le gestioni che si occupano in molti casi della somministrazione all’interno dei circoli».

Difficile fare una stima, ma si tratta in ogni caso di decine e decine di persone in cassa integrazione, con tutti i ritardi e le lungaggini del caso. Ma una grande preoccupazione è legata anche a tutto il circuito delle iniziative che sono saltate: concerti, tornei di carte, tombole, balli, feste, celebrazioni, pranzi e cene di solidarietà, presentazioni di libri e spettacoli teatrali. Un insieme di attività sui cui tutti i circoli si reggono attraverso forme di autofinanziamento.

«Il comitato già dal 26 marzo ha cercato di inventarsi di sana pianta modalità e interventi per continuare a fare aggregazione e tenere accesa la speranza – prosegue ancora Salvadori – attraverso una campagna che si è chiamata “Resistenza VirTUale”. Abbiamo fatto corsi vari, lezioni di informatica, musica e lingua, tenuto insieme i soci attraverso video online e giochi. Siamo riusciti anche ad organizzare, in collaborazione con l’Anpi e alcuni circoli, il pranzo del 25 Aprile a domicilio. E appena abbiamo potuto riaprire abbiamo lavorato insieme ai consigli in modo da garantire, accanto alla semplice somministrazione, la realizzazione di attività sociali. Così è nato il progetto “Il Pane e le Rose”». Un progetto di distribuzione alimentare, in collaborazione con l’associazione Settembre Rosso e con ReSo, che fino ha visto la preparazione e la consegna di più di 100 pacchi a famiglie in difficoltà sfruttando il circuito delle case del popolo e il lavoro di 60 volontari distribuiti su 16 circoli. –

 

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