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Empoli

l’inchiesta 

Città Metropolitana in fermento per la vicenda Avr

Città Metropolitana in fermento per la vicenda Avr

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EMPOLI

Preoccupazione nella Città Metropolitana di Firenze, anche fra consiglieri di diverse formazioni politiche, riguardo ai recenti sviluppi di indagini sulla 'ndrangheta della Dda di Reggio Calabria dove risulta coinvolta una società, la Avr, che gestisce diverse infrastrutture dell’area tra cui la Fi-Pi-Li. «Oggi – fanno sapere dal capoluogo – sarà inviata una relazione informativa sulla situazione a tutte le stazioni appaltanti che a livello nazionale hanno contratti aperti con la società. Dopol’esame della documentazione, le amministrazioni si riservano decisioni in merito».

Come detto Avr ha, tra l'altro, un contratto di global service della rete viaria per la Fi-Pi-Li ed è Avr è capofila di un polo imprenditoriale con 34 tra sedi (una anche a Empoli), impianti e distaccamenti, e un volume di affari di 200 milioni e 2.500 dipendenti. «Ad oggi il procedimento giudiziario non si configura quale causa di risoluzione del contratto – ha specificato nel tardo pomeriggio di ieri la Città Metropolitana – è arrivata la comunicazione da parte di Avr sulla situazione a seguito dell'indagine: nessuna misura interdittiva per la società e cda resta in carica affiancato dal collegio degli amministratori giudiziari».

Nessun dubbio, invece, per i consiglieri del Centrodestra Scipioni e La Grassa. «È necessaria la sospensione in via cautelativa – dicono – in questo momento la vicenda che sta coinvolgendo la società Avr, ci porta come consiglieri metropolitani a dover chiedere immediatamente di interrompere qualsiasi rapporto tra la suddetta e la Città Metropolitana di Firenze. Quando si parla di mafia, non ci si può permettere esitazioni. Il bene della tutela della società e dell'integrità del sistema da qualunque possibilità di infiltrazione mafiosa deve prevalere su qualsiasi altra considerazione, di pur apprezzabile prudenza amministrativa. In simili situazioni dobbiamo anteporre la garanzia di difendere le istituzioni democratiche da possibili ingerenze di associazioni criminali strutturate». —

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