Il Tirreno

Empoli

Stroncato racket del sesso Arrestate quattro maîtresse

Matteo Leoni
Stroncato racket del sesso Arrestate quattro maîtresse

Le ragazze arrivavano in Italia dalla Nigeria: stuprate e seviziate durante il viaggio Le “protettrici” sono state fermate dalla polizia a Empoli e Castelfiorentino  

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI

Le ragazze arrivavano in Italia dalla Nigeria dopo un viaggio lungo mesi attraverso il deserto, durante il quale spesso venivano stuprate e seviziate, a volte anche rapite da bande di tagliagole. Una volta giunte nel nostro paese erano costrette a prostituirsi dalle loro “madame”, per ripagare con gli interessi il denaro pagato dalle loro “protettrici” per il viaggio, una somma di 20/30mila euro. Questo sistema di sfruttamento della prostituzione, i cui esponenti vantavano presenza capillare in tutta Italia, era presente anche in Toscana. In particolare a Empoli, dove ieri la polizia ha arrestato due maîtresse nigeriane, a Castelfiorentino, dove ne sono finite in manette altre due. Complessivamente sono sei le persone arrestate nell'ambito dell'inchiesta della Dda fiorentina coordinata dal pm Eligio Paolini, in esecuzione di una misura di custodia cautelare in carcere. Una settima è stato sottoposta all'obbligo di dimora, mentre altre cinque destinatari di misura risultano ancora ricercati. L'indagine, condotta dalla squadra mobile di Siena, ipotizza i reati di associazione per delinquere, tratta di esseri umani, riduzione in schiavitù e sfruttamento della prostituzione. Oltre che a Empoli e Castelfiorentino gli arresti sono stati fatti a Torino, dove è finito in manette l'unico italiano, il compagno di una delle maîtresse nigeriane, e nelle province di Cuneo e Chieti. Alle operazioni in Toscana ha partecipato anche personale della questura di Pistoia. Tutto è partito da un intervento della polizia per una lite in strada a Siena tra due prostitute. Una delle due donne fermate, minorenne, ora ospitata in una struttura di accoglienza, ha iniziato ad aprirsi coi poliziotti e a raccontare la sua odissea. Ben presto le indagini, partite nel 2016, hanno permesso di svelare l'esistenza di un gruppo criminale composto da ghanesi e nigeriani, specializzato nel portare giovani connazionali in Italia per poi farle prostituire in strada. Alcune delle ragazze, è accertato dalle indagini, sono morte in mare durante la traversata dalla Libia. Altre sono state rapite durante l'attraversamento del deserto sub sahariano, che poteva durare mesi. Altre ancora sono state stuprate mentre si trovavano nei campi di raccolta a Tripoli (le cosiddette connection houses), in attesa di partire, e poi costrette ad abortire. Prima di intraprendere il viaggio venivano sottoposte a un rito di stregoneria vudù nel loro villaggio, durante il quale si impegnavano a restituire i soldi necessari per la traversata. La pena per quelle che non rispettavano i patti era una maledizione vudù che si sarebbe scagliata su di loro e sulla loro famiglia, provocandone la morte. A finanziare i viaggi erano le maîtresse nigeriane, come quelle arrestate a Empoli e Castelfiorentino, che nel tempo avrebbero gestito almeno una quindicina di giovani. Le vittime una volta in Italia dovevano restituire tutto con gli interessi. Il denaro poi veniva reinvestito dalle sfruttatrici in investimenti immobiliari in Nigeria, oppure usato per finanziare i viaggi di altre ragazze da avviare alla prostituzione in strada. Tra le vittime delle tratta anche due giovani uomini, che per restituire il denaro sono stati costretti con la violenza a chiedere l'elemosina per le strade di Foggia. —

Matteo Leoni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa