Lutto
«Dai varchi di sanificazione un messaggio fuorviante»
Empoli, i consiglieri comunali Cioni e Masi criticano la scelta della sindaca Barnini. «Quei 67mila euro era preferibile spenderli in modo più utile per la comunità»
EMPOLI. Non hanno apprezzato molto i due consiglieri comunali Beatrice Cioni e Leonardo Masi, gruppo consiliare Buongiorno Empoli – Fabrica Comune, l’avallo che la giunta Barnini ha dato al progetto Covid-free presentato dall’associazione commercianti Centro storico. Sei varchi di sanificazione per chi vuole fare acquisti nelle strade del centro di Empoli.
«Mentre con cautela e con il timore dei virologi – affermano Cioni e Masi – il Paese si prepara a “riaprire”, con la paura che i mezzi efficaci di contenimento (igienizzarsi le mani frequentemente, indossare le mascherine sempre, mantenere il distanziamento fisico) subiscano un allentamento, con tutte le problematiche sociali ed economiche che questo virus sta lasciando al suo passare, senza gli strumenti culturali e politici per affrontarli, con tutti i paradigmi di riferimento precedente inutilizzabili, ecco che la Giunta Comunale di Empoli tira fuori il coniglio dal cilindro: il tunnel che introduce alla zona Covidfree (letteralmente “libera dal Covid”, “senza Covid”). Un messaggio fuorviante e pericoloso. Basta passare dal varco magico, farsi misurare la temperatura, spruzzare i vestiti di disinfettante e saremo liberi dal virus. Che bello: addio mascherine, addio paure, si torna a poterci abbracciare, magari ci arrivano anche i soldi da spendere per l’aperitivo, la pizza e nei negozi in centro». «Politicamente, e come gruppo consiliare Buongiorno Empoli – Fabrica Comune – proseguono Cioni e Masi – lo abbiamo fatto e lo faremo, ribadiamo che i 67 mila euro che l’amministrazione mette nei tunnel potevano avere mille usi diversi: dal soddisfare una parte delle richieste inevase per i buoni spesa (tra l’altro continua a sembrarci grave che si sia decisione di interrompere la ricezione delle domande 15 giorni prima della scadenza del bando».
«La vecchia politica, ormai rottamata dalla generazione smart – proseguono i due consiglieri –, avrebbe risposto in altro modo: le domande si prendono tutte, ci rappresentano una sofferenza a cui in qualche modo si cercherà di dare risposta), ad investire in nuove modalità di welfare, considerate anche le criticità palesate pubblicamente in questo periodo, ad allargare la platea dei centri estivi, ad incrementare il contributo affitti, ad elaborare un programma di tracciamento per non farci trovare di nuovo impreparati, a dotarsi di strumenti per accompagnare la sofferenza di vario tipo emergente, ad adattare proposte culturali, a progettare spazi ecologici per una socialità diversa ecc ecc e invece la sindaca, mentre nei discorsi si appella alla cittadinanza perché si immagini insieme una Empoli diversa, nella pratica costruisce un ritorno al passato in cui lo splendore di Empoli invece che essere dato dalle luci degli eventi è esaltato dal disinfettante spruzzato». –
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