Gioco
Droga e psicofarmaci empolese nei guai
Secondo l’accusa riforniva di marijuana i pusher del Mugello Per lui e altre otto persone è scattato l’obbligo di dimora
Matteo Leoni / EMPOLI
Spacciatori attivi nel Mugello dove rifornivano giovani tra cui anche studenti minorenni, e che per approvvigionarsi di stupefacente si spostavano anche fino a Empoli se era necessario.
È il sistema scoperto dai carabinieri della compagnia di Borgo San Lorenzo, che ieri hanno sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora 9 soggetti, tutti italiani. Tra questi un empolese di 31 anni, accusato dai carabinieri, coordinati dal pm Leopoldo De Gregorio della procura di Firenze, di essere il fornitore di marijuana di alcuni dei giovani mugellani accusati di spaccio al dettaglio. In base alle indagini, avrebbe effettuato cessioni di marijuana a due degli indagati, attraverso un terzo intermediario che faceva da ponte telefonico tra loro: «Digli di venire in piazza della Vittoria – spiega all’intermediario il trentunenne, chiamato “Fra’” nelle intercettazioni – gli conviene mettere il navigatore, poi monto io in macchina con loro si fa un mini-giro poi io scendo» . E ancora: «Scrivimi quando escono a Empoli, così da casa mia alla piazza calcolo 10 minuti. Aspettano loro magari due minuti che è meglio e poi io mi fo’ trova’ lì».
Il trentunenne empolese è ora sottoposto all’obbligo di dimora nel Comune di residenza, con divieto di uscire di casa delle 19 alle 7 del mattino, e con obbligo di presentazione per la firma quotidiana presso la stazione dei carabinieri. Stessa misura è stata disposta dal gip di Firenze Giampaolo Boninsegna per altri otto indagati, residenti a Vicchio, Scarperia e San Piero, Dicomano, Signa e Fiesole. In comune anchestrani soprannoni, come “Sensei”. Le accuse contestate a vario titolo sono quelle di spaccio di sostanze stupefacenti e psicotrope, con l’aggravante della destinazione a minori e della cessione in prossimità di scuole, e dei reati di falsità materiale commessa da privato, uso di atto falso e ricettazione.
La “rete” di pusher mugellani era in grado di procurare agli acquirenti hashish, marijuana, ma anche psicofarmaci come Rivotril e Xanax. I clienti erano spesso studenti, anche minorenni. Lo spaccio avveniva anche all’interno di una scuola superiore di Borgo San Lorenzo. Non si limitavano a vendere droga e psicofarmaci, ma spesso fornivano le istruzioni per consumarli, inviando via Whatsapp le ricette di pericolosi mix a base di hashish, marijuana, Rivotril, Xanax e alcol. Le indagini sono scattate dopo la denuncia dei genitori dopo che loro figlio era diventato aggressivo, tanto da farli temere per l’incolumità loro e della sorella, a causa dell’uso di psicofarmaci.
Gli accertamenti condotti dai carabinieri, guidati dal maggiore Michele Arturo, hanno permesso di documentare circa 500 episodi di cessione. In particolare, due giovani di Vicchio avrebbero rifornito di droga e farmaci tutta l’area del Mugello. I farmaci venivano acquistati dai pusher nelle farmacie del Mugello con false ricette, realizzate con un programma su internet e intestate a medici realmente esistenti, risultati del tutto estranei ai fatti. In un caso i due hanno stampato le ricette in un negozio nel sottopasso della stazione ferroviaria di Firenze Santa Maria Novella, e poi hanno acquistato le medicine in una farmacia di piazza della Repubblica. Appena fuori dal negozio ne hanno assunte alcune. –
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