Toscana
In ospedale a Empoli sono rimasti 10 pazienti Covid e il San Giuseppe torna verso la normalità
Ora sono 34 i posti letto dedicati (compresi 10 in terapia intensiva): durante il picco dell’epidemia erano arrivati a quota 94
EMPOLI. Sono rimasti in dieci. Già, tanti sono ad oggi i pazienti Covid ricoverati al San Giuseppe di Empoli. E l’ospedale, stravolto per affrontare al meglio l’emergenza, ora entra in una “fase 2” tutta sua: la normalizzazione.
È in corso d’opera, infatti,un ulteriore ridefinizione dei posti letto dopo quella operata, a tempo di record, da inizio emergenza, con la trasformazione di interi reparti pronti ad accogliere numerosi casi di positività.
La direzione sanitaria del presidio ospedaliero, diretta dalla dottoressa Silvia Guarducci, in stretta collaborazione con la direzione infermieristica, diretta dalla dottoressa Loriana Meini, ed insieme ai responsabili medici e infermieristici dei reparti e con il supporto dell'area tecnica aziendale e della responsabile della struttura assistenza infermieristica Lucia Salvadori, hanno già definito l’organizzazione della “fase 2”. «Ma per prima cosa vorrei ringraziare tutti gli operatori sanitari, che in modi diversi hanno contribuito all’organizzazione, alla gestione di questo periodo di esplosione della pandemia, si sono messi in gioco ed hanno supportato i colleghi più impegnati – dichiara Silvia Guarducci, direttore sanitario Ospedale San Giuseppe – ora ci troviamo in una fase diversa con graduale ritorno alla normalità, ma pur sempre necessario garantire ancora alti criteri di sicurezza»
Così restano ancora 24 posti letto dedicati alla cura dei pazienti affetti da Covid-19 (di cui 7 destinati ad "area grigia" per l'approfondimento diagnostico, tutti in stanza singola), a cui si aggiungono altri 10 posti letto di terapia intensiva Covid. Nella prima fase i posti letto erano in totale ben 94.
Tutta l’area medica sta tornando al normale assetto, con la graduale riapertura di setting assistenziali che erano stati destinati all’area Covid. Sono stati inoltre rivisti i percorsi e gli spazi, lasciando aree dedicate per i pazienti sospetti o con infezione in atto, in base alla nuova organizzazione, fra i quali una sala operatoria appositamente dedicata.
In parallelo sono state riorganizzate le degenze, per far fronte al numero crescente di pazienti no Covid che necessitano di ricovero, che sono praticamente tornati ai numeri pre-emergenza.
In relazione all’evoluzione dello scenario epidemiologico e alla conseguente riduzione del numero di posti letto necessari potranno essere previste successivamente aree multidisciplinari dove poter concentrare solo la casistica Covid. Al momento resta ancora necessario mantenere zone di smistamento dei pazienti destinati al ricovero, in attesa dell’attribuzione ad un’area coronavirus e non coronavirus secondo la risposta del tempone, il test di diagnosi molecolare.
Per quanto riguarda l'attività chirurgica sono ripartiti ormai da diversi giorni gli interventi di traumatologia e di varie discipline tra cui chirurgia generale, urologia, chirurgia vascolare, ginecologia, senologia. Restano garantiti, come in precedenza, gli interventi oncologici. È prevista inoltre una sala operatoria multidisciplinare da utilizzare per interventi chirurgici in emergenza e in elezione di pazienti Covid.
Per quanto riguarda il pronto soccorso viene mantenuto il suo assetto attuale con percorsi separati tra pazienti affetti e non affetti dal Covid-19 ed è prevista un ulteriore rimodulazione dei suoi spazi in base all’andamento epidemiologico della malattia. Resta attivo il pre-triage in pronto soccorso con l’esecuzione di test diagnostici a tutti i pazienti che devono essere ricoverati e resta aperta anche l’area Covid (area grigia) per l’attesa dei casi positivi o sospetti. Sono inoltre ripartite le attività di day service oltre ad essere potenziati gli ambulatori di fast track, a supporto dell’attività di pronto soccorso. —
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