Il Tirreno

Empoli

1.500 aziende chiedono la cassa in deroga

Marco Pagli

Nel circondario sono un quinto di quelle attive con meno di cinque dipendenti, la provincia di Firenze segna i numeri più alti

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Quasi 1.500 piccole aziende del circondario hanno già fatto domanda di cassa integrazione in deroga alla Regione. All'incirca si tratta di circa un quinto di quelle attive che hanno meno di cinque dipendenti. Un tessuto fondamentale per il territorio, che però sta rischiando di uscire da questa crisi con le ossa rotte. Il grosso delle piccole imprese che hanno richiesto l'ammortizzatore sociale per oltre 4mila lavoratori operano nei settori della ristorazione e dell'accoglienza, nelle attività professionali e nel commercio all'ingrosso e al dettaglio, oltre che nella riparazione di auto e moto. Il governo, con il cosiddetto decreto “Cura Italia” di marzo, in conseguenza dell'emergenza Covid ha allargato la copertura della cassa integrazione a tutte le aziende, ma facendo alcune distinzioni a seconda della tipologia. Nessuna novità per quelle sopra i 15 dipendenti, mentre per quelle tra 5 e 15 dipendenti (finora non coperte dalla Cig) l'ammortizzatore viene erogato direttamente dall'Inps. Per le aziende più piccole, cioè quelle fino a 5 dipendenti (o con più lavoratori con contratti part time), si è data invece la possibilità di accedere alla cassa integrazione in deroga che viene gestita direttamente dalle Regioni.

Il report, redatto dagli uffici toscani, tiene conto delle domande pervenute fino alla metà di aprile. E parla di un totale di 27mila piccole imprese che hanno richiesto l'ammortizzatore per quasi 67mila dipendenti.

La provincia che fa segnare i numeri più alti è proprio quella di Firenze, dove le aziende coinvolte sono più di 7mila e i lavoratori oltre 16mila. Dati che sono più che doppi rispetto a quelli registrati, sia in termini di imprese sia in termini di occupati interessati dalle misure di sostegno, nelle province di Lucca e Pisa, che sono appaiate rispettivamente al secondo e terzo posto.

In media nel circondario, così some in tutta la città metropolitana di Firenze, la richiesta di cassa integrazione in deroga è stata di poco meno di 30 giorni complessivi per ciascun lavoratore coinvolto. Una quota più alta della media regionale, ferma a 28 giorni.

Quanto ai diversi settori, come accennato, quelli che hanno visto un numero di richieste maggiore operano nell'accoglienza turistica e nella ristorazione, due comparti importanti per il territorio. Travolto il primo, con l'azzeramento o quasi del lavoro. Colpito duramente il secondo, che ha potuto incassare un minimo di liquidità solo attraverso le consegne a domicilio. Nel complesso le domande presentate in questi due comparti sono un quarto del totale. Ma non è andata troppo meglio per il commercio all'ingrosso e al dettaglio e per la riparazione di auto e moto. Anche in questo caso, ad eccezione degli alimentari, delle edicole e dei tabacchi, la serrata è stata pressoché totale. E ha prodotto un altro quarto del totale di richieste di Cig in deroga. Altra buona fetta ha riguardato le attività professionali, scientifiche e tecniche. A seguire le attività di servizi, i noleggi, le agenzie di viaggi e i servizi di supporto alle imprese. —

Marco Pagli

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