Gioco
«Ora la fase più acuta sembra passata ma abituiamoci a distanze e mascherine»
Filidei (Unità igiene) e Gelli (direttore massime emergenze) fanno il punto sul contagio e indicano le direttive da seguire
EMPOLI
«I numeri ci dicono che siamo di fronte a un calo dell'incidenza e in effetti nelle ultime due settimane il 90% dei nuovi casi hanno due caratteristiche: o sono familiari, in famiglie di soggetti già malati, o sono operatori sanitari e loro parenti stretti». Lo dice il dottor Paolo Filidei, responsabile per la sede di Empoli dell'Asl Toscana Centro dell'Unità funzionale complessa di igiene pubblica e nutrizione, in queste settimane referente per l'emergenza coronavirus per gli enti locali.
Filidei ha fatto il punto sulla situazione sanitaria nel corso di un colloquio via Facebook con il sindaco di Gambassi Terme, Paolo Campinoti. «A oggi – prosegue il medico – gli strumenti di prevenzione principali restano la distanza sociale, le mascherine, la sanificazione dei locali e le norme comportamentali che ci vengono richieste. La sierologia ci permette di trovare le persone che sono state infette, ma non è risolutiva. Dovremo attenerci alle protezioni individuali per molto tempo: rappresentano la strategia di prevenzione più efficace fino alla scoperta del vaccino».
Filidei ha toccato l'argomento delle case di riposo e dei rischi epidemiologici. «Sicuramente alcune di queste, in tutta Italia, sono state un anello debole – prosegue l'esperto – a Gambassi Terme i numeri dei contagi sono stati enormi rispetto alla popolazione. In questo territorio i focolai della Rsa e del convento di Montignoso sono stati presto identificati e controllati. Lo si vede dal fatto che, tolti questi due scenari chiusi, i casi di contagio si fermano alle dita di una mano».
Il responsabile di Igiene parla anche dei test nelle Rsa: «Abbiamo in programma accertamenti sia dove sono stati i casi positivi che non – spiega Filidei – la nostra task force. A Gambassi abbiamo posto in quarantena tutta la struttura attivando percorsi sanitari più clinici: alla "Incontri" sono arrivati geriatri e esperti di malattie infettive. Ormai quel focolaio è sotto controllo, ci sono alcuni ospiti in situazione più seria che richiedono cure impegnative, ma altri nonostante l'età stanno sostanzialmente bene e si spera vadano verso la guarigione». Infine i sanitari: «Purtroppo su di loro non possiamo mettere in atto strategie di prevenzione come con gli altri – conclude – altrimenti non avremmo persone che fanno assistenza. Ma lavorano solo se non hanno sintomi e sono negativi alla prima sierologia. Non sono un pericolo per gli altri, se non per i familiari ed è per questo che la Regione ha previsto per loro alberghi dedicati».
Federico Gelli, direttore delle massime emergenze per l’Asl Toscana Centro e responsabile Anci per i settori del rischio e della sanità ha invece fatto il punto della situazione con il sindaco di Castelfiorentino Alessio Falorni. Ricordando che siamo passati dalla fase più acuta dell’emergenza, in cui erano occupati ben 110 posti di terapie intensiva (in tutta la zona coperta dall’azienda sanitaria), a quella attuale, che non supera i 60 posti. «Ma in attesa del vaccino – ha concluso Gelli – le armi sono lo screening di massa, il mantenimento del distanziamento sociale, l’uso della mascherina protettiva e l’igiene personale». —
D.B.-D.d.
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