Italia
La proposta di Barnini al presidente Conte «Empoli città pilota per una scuola nuova»
La sindaca su Facebook ha chiarito che non suggerisce un’apertura anticipata ma un metodo diverso per stare coi bambini
EMPOLI
Non è stata una domenica di relax per la sindaca di Empoli Brenda Barnini che, tramite un post su Facebook al mattino, ha alimentato un confronto sul web tra i favorevoli e i contrari alle sue proposte legate al tema della scuola. Un dibattito che ha portato la prima cittadina a produrre tre post e un comunicato stampa – del Comune – nel giro di una mattinata e un pomeriggio, per fissare il concetto. La "frase trigger" era questa: «Ho deciso che manderò domani (oggi per chi legge, ndc) una comunicazione ufficiale al Ministro Azzolina e al Presidente Conte mettendo a disposizione Empoli come città pilota di un disegno diverso».
In buona sostanza Barnini, la quale ricopre anche il ruolo di responsabile Welfare nella segreteria nazionale del Pd, voleva dire che la scuola era uno dei punti cruciali della ripartenza dopo l'emergenza Coronavirus: «È stata la prima a chiudere, sembra sarà l'ultima a riaprire e nel mezzo c'è solo la didattica a distanza. Non va bene e non basta – ha specificato – scegliamo un territorio dove poter sperimentare qualcosa di più, utilizzando gli spazi comuni degli edifici per rispettare le distanze, sfruttando tutta la giornata per poter far entrare gruppi più piccoli di bambini riorganizzando degli orari a tutto tondo quelli lavorativi dei genitori insieme a quelli scolastici». Barnini ha proposto «screening a gruppi di insegnanti, educatori e famiglie che rientrano nella sperimentazione. Non lasciamo fuori i nidi e la scuola dell'infanzia, magari privilegiando le attività all'aria aperta e ricreando micro ambienti in termini numerici. Il danno che stiamo facendo a intere generazioni di bambini e ragazzi non si misura oggi con il Pil ma rischia di essere domani ben più grave». Qualcuno l'ha intesa come se potesse esserci una riapertura a breve delle scuole empolesi, un "passo in avanti". «Non si tratta ovviamente di una decisione presa né di una strada da intraprendere in solitaria – ha successivamente spiegato la sindaca – la mia vuole essere una presa di posizione che aiuti a indirizzare il dibattito nazionale sull'idea per cui non si possa solo aspettare settembre: è necessario mettere in campo delle proposte fin da subito».
E ancora, in un altro post: «Chi mi accusa di voler riaprire le scuole a Empoli domani mattina o è corto di comprendonio o è in mala fede». Restano le perplessità tra i commentatori del web: «Come si può ipotizzare di far stare i bambini piccoli a distanza di sicurezza?», si chiede Marta Marconi. «Quando parla di rientro, ha messo anche in conto che questi ragazzi si muoveranno con mezzi pubblici o no? Perché se i genitori lavorano, lavorano anche negli orari di apertura e chiusura delle scuole», sostiene Mariarita Russo. «La sindaca ha detto che vuole essere il progetto pilota nella riapertura delle scuole, non è né una posizione interpretabile né leggera. Io penso sia una stupidaggine, la sua posizione è netta e chiara», dice Marco Ancillotti. «Io credo che se il Ministero ha ritenuto giusto non riaprire non capisco il motivo di questo accanimento – commenta Vittoria Carrozza – Poi se permette la riapertura della scuola, allora gli studenti hanno diritto a uscire e divertirsi». «Sono stata fra i primi sindaci a chiedere con forza alla cittadinanza di stare a casa – chiosa Barnini nel comunicato stampa pomeridiano – però adesso dico che, sulla scuola, non possiamo accontentarci della strategia dell'attesa. Questo tempo può e deve essere utilizzato per cominciare un confronto serio tra istituzioni, terzo settore e igiene pubblica per immaginare oggi come dovrà essere l'istruzione domani». —
Daniele Dei
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