Gioco
Desipak si adegua: nuovo macchinario per stare sul mercato
L’ultima sfida raccolta è quella del general manager Stefano Desideri: «Puntiamo a produrre centomila al giorno»
CERTALDO. È fra le aziende che hanno deciso di dare una mano ai comuni della Valdelsa ma adesso la Desipak, colosso nel settore plastico, guidata dalla famiglia certaldese di Carlo Desideri, si prepara a realizzare mascherine con un macchinario che arriverà nelle prossime settimane a Badia a Elmi, frazione di San Gimignano, dove questa realtà ha sede. L’azienda, fra le più importanti e storiche del territorio, nata nel 1987, vede una guida che va di padre in figlio, Carlo e Stefano. Adesso dopo aver donato 4mila mascherine al comune di Certaldo e 4mila al comune di San Gimignano, si prepara ad una nuova sfida: produrre 100mila mascherine al giorno. Sono le parole di Stefano Desideri, general manager: «Cerchiamo soluzioni alternative, ci siamo attrezzati per realizzare mascherine all’interno del nostro stabilimento».
Una sorta di conversione industriale per rispondere ad una emergenza nazionale che possa dare aiuto concreto. L’azienda infatti continua a lavorare, nel pieno rispetto delle regole e delle disposizioni ministeriali. «Il nostro personale già da tempo ha tutti i dispositivi di protezione individuale necessari per il proseguimento del lavoro. Chi sta in ufficio deve indossare mascherine e i guanti, oltre a rispettare le distanze richieste previste dalle norme igienico sanitarie. Le rispettive postazioni e strumentazioni sono poi sterilizzate, mentre in produzione i protocolli sono ancora più rigidi. Abbiamo cambiato la mentalità e il nostro modo di interagire con gli altri» prosegue Desideri. Lavoro ridotto, clienti chiusi ma secondo Desideri occorrerà gradualmente riaprire per «evitare una povertà diffusa» conclude il general manager. Desipak è oggi una delle principali produttrici europee di polietilene a bolle d’aria, che viene fornito in bobine di varie altezze, grammature e diametri di bolla. —
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