Il Tirreno

Empoli

le abitudini che cambiano 

Cibo, dolci e gelati direttamente a casa: il settore ristorazione si sta salvando così

Daniele Dei
Il referente territoriale della Confesercenti Gianluca D'Alessio
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Il referente territoriale della Confesercenti Gianluca D'Alessio

Empoli, D’Alessio (Confesercenti): «Un locale su quattro si è già attrezzato per evitare il fatturato zero, ciò servirà anche in futuro»

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EMPOLI. Un ristoratore su quattro nell'Empolese Valdelsa, pur di non fatturare zero euro, si è attrezzato per consegnare a domicilio, anche chi prima non era abituato a farlo.

Un numero sempre crescente, fa sapere la Confesercenti, anche in virtù del fatto che la prossima settimana sarà Pasqua e questo comporterà un disastro non solo per i ristoranti abituati ad accogliere i pranzi delle festività, ma anche per le pasticcerie le quali in questo periodo tra uova di cioccolata e colombe avrebbero dovuto mettere a segno una buona quota del fatturato annuale. L'associazione di categoria, da quando il presidente Giuseppe Conte ha prorogato le misure restrittive fino ad almeno lunedì 13 aprile, si è mossa per fare un controllo e capire, in ambito Horeca, come stesse procedendo. «La situazione si mantiene parecchio pesante – spiega il referente territoriale Gianluca D'Alessio – perché in tanti avevano fatto affidamento sulla Pasqua e la speranza era che alcuni giorni prima della festività potessero essere "salvati" dal blocco. La consegna a domicilio non risolverà tutti i problemi, ma in tanti si stanno attrezzando per affrontare l'emergenza con ogni mezzo possibile. Anche le pasticcerie, che devono restare chiuse, possono consegnare a domicilio».

Quindi quest'anno uova e colombe artigianali potranno arrivare sulle nostre tavole, ma dovremo farcele portare: «Per gli esercizi ci sono delle precauzioni stringenti da intraprendere – prosegue il responsabile di Confesercenti – come gli ordini telefonici o telematici, i contenitori appositi per il trasporto, le metodologie di consegna e di pagamento. Ancora quelli che portano i prodotti a casa sono una minoranza, va detto però che l'aumento in questi giorni è percepibile. Più che si allungano i tempi di fermo e più i ristoratori fanno di necessità virtù. Ogni modalità oggettiva di sbarcare il lunario diventa una strada da percorrere».

È intanto vero che, chi sta provando questa modalità di lavoro, sta riflettendo su come mantenerla anche nel post emergenza: «Quello delle consegne è un mondo in espansione e in questo periodo in zona abbiamo visto di tutto – spiega D'Alessio – ci sono gelaterie che consegnano a casa, persino i cocktail arrivano a domicilio. La risposta avuta da questi esercenti è interessante. Sicuramente tutto questo cambierà il mondo delle ristorazione. Ci saranno tempi lunghi per il ritorno alla normalità e quindi anche il cliente ci sta che cambi le proprie abitudini future».

Parlando proprio di abitudini, aprile è sempre stato il mese di "Empolissima": «Prima che se ne torni a fare una passerà del tempo – è l'obiettivo commento del responsabile di Confesercenti – con la speranza a un ritorno effettivo ai centri storici. Adesso il ruolo di online e social diventa a maggior ragione importante e non più accessorio, dovremo riorganizzarci».

Buone però le performance delle "botteghe" alimentari: «Il negozio di vicinato, da sempre abituato a portare la spesa a casa, ha evidenziato margini di ricavo superiori al solito e dimostrato il proprio valore – conclude D'Alessio – adesso dovremo aiutarlo a capitalizzare nel tempo». —
 

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