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Parte dalla Valdelsa la sfida dei respiratori

Daniele Dei
Sono già dieci le maschere da snorkeling convertite in respiratori grazie alle stampanti 3D
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Sono già dieci le maschere da snorkeling convertite in respiratori grazie alle stampanti 3D

Un gruppo di makers sta lavorando alla conversione delle maschere da snorkeling: sperimentazione a Empoli e Fucecchio

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CASTELFIORENTINO. Parte dalla Valdelsa la sfida toscana per la riconversione delle maschere da snorkeling in respiratori.

Il merito è di alcuni makers, ovvero persone che hanno a disposizione una stampante 3D e la utilizzano in coworking per creare oggetti utili per la comunità come in questo caso i pezzi per adattare un comunissimo oggetto per attività subacquea in un dispositivo medico. A Castelfiorentino i due makers Simone Berra e Fabio Pelagalli hanno messo in pista i primi prototipi che sono attualmente in sperimentazione al personale del 118 di stanza a Fucecchio e a Empoli.

«Si tratta della prima prova a livello di Asl Toscana Centro», fa sapere il perito informatico Gianluca Sacconi, ex consigliere comunale di Castelfiorentino, da subito impegnato in questa sfida come figura di "collante" tra i makers e il mondo sanitario. «Ci siamo mossi appena Decathlon annunciò la donazione di maschere alle varie regioni italiane – spiega Sacconi – e venisse brevettato il raccordo per utilizzarle come respiratori. Qui nell'Empolese-Valdelsa non siamo ai livelli dell'emergenza di Brescia, dove questa idea è nata (è venuta a un ex primario dell’ospedale di Gardone Val Trompia, il dottor Favero, rientrato in servizio proprio per dare una mano in un momento così complicato, ndc) ma ci sono comunque grossi problemi nel trasporto dei pazienti in ambulanza, specie nelle tratte più lunghe come per esempio può succedere da Gambassi Terme a Empoli. Per questo sono entrato in contatto con un operatore del 118 il quale, a sua volta, si è confrontato coi suoi superiori. Nel frattempo ho scritto alla Regione Toscana, per sapere di queste maschere in donazione, e all'Asl. Poi siamo partiti con le sperimentazioni, la prima a Fucecchio e da ieri sera anche a Empoli».

Non essendo dei dispositivi che nascono per l'utilizzo medico e non essendoci certificazioni, la fase di test deve essere ripetuta e accurata prima che in tutta l'Asl Toscana Centro possano essere utilizzati questi prodotti. «Ma esiste già una rete toscana di makers pronta a lavorare – prosegue Sacconi – abbiamo contatti a Livorno, Figline Valdarno, Calenzano tanto per citare alcune città. Anche a Massa si stanno muovendo. Il problema sta nel reperire questi prodotti se la Regione non li sbloccherà. Per l'Empolese avremmo bisogno di un totale di trenta pezzi circa. Dieci li siamo riusciti a metterli insieme, adesso stiamo cercando gli altri venti. Chi avesse in casa queste maschere di Decathlon e le potesse donare, farebbe un bellissimo gesto».

Per chi potesse farlo, è possibile contattare il numero di cellulare 3341704278 in modo da organizzare ritiro o consegna. «I primi test stanno comunque andando bene – conclude Sacconi – anche perché sono comode per l'utilizzo e i pazienti che tendono a volersi strappare il respiratore in questo caso hanno maggiore comfort. Bisogna tenere sempre conto del tempo di sterilizzazione di questi oggetto che si aggira attorno alle sette ore, per questo servono più pezzi da fornire al nostro 118, anche per averle di scorta». —


 

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