Il Tirreno

Empoli

l’emergenza coronavirus 

Pellemoda e Hostage, parte la produzione di mascherine

Daniele Dei
Un'immagine delle lavorazioni all’interno di Pellemoda e Hostage che da lunedì avvieranno la produzione di mascherine
◗
Un'immagine delle lavorazioni all’interno di Pellemoda e Hostage che da lunedì avvieranno la produzione di mascherine

L’azienda empolese leader nella produzione di capi in pelle è capo progetto  per i dispositivi di protezione individuale per Confindustria e Camera di Commercio 

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. La moda viene incontro alle necessità generali ai tempi di Covid-19 e si prodiga con la produzione di mascherine. L’impegno è stato assunto dalle aziende Pellemoda e Hostage della zona industriale del Terrafino, le quali assieme a Confindustria e Camera di Commercio di Firenze hanno trovato un’intesa per produrre 100mila dispositivi non chirurgici nelle due imprese facenti riferimento ai fratelli Azzurra e Giampaolo Morelli e al loro socio Martino Mazzoni per quanto riguarda Hostage. La metà andranno in beneficenza a enti e associazioni del territorio come il Comune di Empoli, l’ospedale “San Giuseppe” e la Protezione Civile Empolese Valdelsa, altrettante andranno a compensare altre richieste che sono pervenute.

Azzurra Morelli, vicepresidente di Confindustria Firenze, ha da subito promosso questo progetto: «Una parte delle produzione è già in corso per la Regione Toscana di cui siamo terzisti e da lunedì 23 inizieremo con i presìdi destinati alle donazioni. Stiamo facendo le pratiche anche per avere la certificazione dell’Istituto Superiore di Sanità e, una volta arrivata, inizieremo la commercializzazione. In aggiunta, abbiamo avviato una catena di produzione per i camici, altro dispositivo di cui c’è estrema esigenza».

Le due aziende, che normalmente operano nella produzione di capi in pelle e in tessuto per importanti brand del lusso internazionale, hanno deciso di riconvertire alcune linee ai dispositivi per il contrasto dell’epidemia.

«Al momento la produzione è di mascherine a uso civile e non medico, in tessuto non tessuto non idrofobo a tre strati e senza filtro – spiega Morelli – ma stiamo cercando di acquistare il materiale per poter realizzare, prossimamente, anche presidi medico chirurgici».

La capacità di produzione al momento è di duemila pezzi al giorno ma l’obiettivo è quello di arrivare a 25-30mila settimanali. «Riaprire una filiera come questa a lungo termine potrebbe creare nuovi posti di lavoro – è l’opinione di Azzurra Morelli – lo stop del mercato cinese e quanto accaduto ci porteranno probabilmente a ripensare a una maniera di fare industria diversa da oggi».

Pellemoda e Hostage i cambiamenti li hanno sentiti a gennaio: «Il mercato asiatico rappresenta il 40% dello sbocco dei nostri prodotti, per cui la chiusura della Cina a gennaio e la situazione globale di oggi hanno fatto sì che buona parte dei nostri clienti del lusso stiano cancellando le precollezioni primavera che dovevano uscire a maggio. Tutto slittato a settembre e quindi mancherà una stagione intera».

Dei circa 300 dipendenti tra Pellemoda e Hostage due terzi sono in smart working e telelavoro, restano poco meno di 100 tra taglio, cucitura e magazzino: «Così rispettiamo distanze di sicurezza, permettendo di dare a tutti gel, mascherine, dispositivi e misurazione della temperatura», precisa l’imprenditrice. Infine un ringraziamento: «Come vicepresidente di Confindustria Firenze – conclude – ci tengo a sottolineare che con la Camera di Commercio abbiamo unito le forze per creare un network di imprese per fronteggiare l’emergenza: la mia azienda si è resa disponibile a fare da capo progetto per coordinare e trasmettere il nostro know-how e guidare la produzione delle mascherine insieme ad altre realtà del settore».
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa