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la storia 

Omelia sul contagio, il Papa cita cantante di Montelupo

Marco Pagli

Bergoglio ha ricordato  una canzone dell’artista fiorentino che fu un’autentica star in Sudamerica con tanto di strade intitolate

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MONTELUPO

È vissuto e morto a Montelupo un cantante citato in questi giorni da Papa Francesco a proposito della lotta al coronavirus. Si tratta di Carlo Buti e, in particolare, della canzone “Torna piccina”, in cui l’artista, oggi sepolto nel cimitero sul Castello, canta l’amore di un padre per la figlia, alla quale chiede di tornare per poterle cantare di nuovo la ninna nanna. Bergoglio, come riporta il quotidiano “L’Eco di Bergamo”, ha inaugurato la messa del venerdì rispondendo alla lettera di un sacerdote bergamasco che gli chiedeva di pregare per i medici e per le autorità che lottano e rischiano la vita durante questi giorni di emergenza legata al coronavirus. E ha esortato a pregare per medici e per il personale sanitario. Quindi, durante l’omelia, ha citato una delle canzoni che ascoltava durante la sua infanzia a Buenos Aires, sottolineando come il padre della canzone di Buti rimandi al Vangelo di Luca, a Dio che richiama a sé i suoi figli.

Che il cantante – nato a Firenze nel 1902 e vissuto per molti anni in una casa al civico 51 di via Salvemini nella frazione montelupina dell’Erta – faccia parte del pantheon musicale del Papa non è un caso. Buti inaugurò la sua carriera nel 1928 e in pochi anni diventò una vera e propria star. In particolare in Sudamerica. Tanto da avere delle strade intitolate sia nella capitale argentina, sia in quella urugayana di Montevideo. Addirittura in Argentina colui che ben presto venne definito “la voce d’oro in Italia” diventò ospite fisso della trasmissione radiofonica “Hora de Italia”, ascoltatissima dagli emigrati italiani. Nel suo palmares si contano oltre 1. 500 canzoni incise e partecipazioni a festival ed eventi internazionali. Celebri le sue foto con attori, personaggi della televisione e sportivi, da Mike Bongiorno ad Enzo Bearzot. Tuttavia Buti non dimenticò mai la sua città d’adozione, dove i suoi concittadini d’allora lo ricordavano per le canzoni intonate per le strade del borgo e per la passione per la pesca, che lo portava spesso alla pescaia sul fiume Pesa. Il cantante è morto nella sua casa di Montelupo il 16 novembre del 1963 ed è stato tumulato nel cimitero cittadino, nel plesso del castello. –

Marco Pagli

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