Il Tirreno

Empoli

il caso 

Niente tamponi agli ospiti e agli operatori della Rsa

D.D.

È la risposta ottenuta dalla Misericordia di Empoli dopo che il governatore aveva scritto ad Asl e Regione per i due casi di contagio

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EMPOLI

Quei tamponi non si hanno da fare. Almeno per il momento è questo il responso ottenuto dalla Misericordia di Empoli per quanto riguarda i 110 ospiti e i 120 operatori della Rsa “Vincenzo Chiarugi” di via Guido Monaco, struttura a cui fanno riferimento due persone che hanno contratto il virus Covid-19, tra cui una donna di 97 anni morta nella mattinata di giovedì all'ospedale “San Giuseppe” di Empoli. L'avvocato Pier Luigi Ciari, governatore dell'Arciconfraternita che aveva confermato i due casi all'interno della residenza, aveva scritto al direttore generale dell'Asl Toscana Centro, Paolo Morello Marchese, e all'assessore regionale alla Sanità, Stefania Saccardi, chiedendo di poter eseguire i test su tutte le persone che gravitano nella Rsa, rendendosi disponibile come associazione al sostegno delle spese. Tutto questo perché, essendo i due casi di coronavirus stati diagnosticati in ospedale – in particolar modo la 97enne deceduta era finita al “San Giuseppe” per la rottura del femore – non è previsto dalle normative vigenti che i tamponi vengano fatti sulle persone della Rsa.

«Da Morello e Saccardi non ho ricevuto risposta – spiega il governatore – però abbiamo messo in campo tutti i mezzi possibili e alla fine ho parlato con il sindaco della nostra città, Brenda Barnini. La prima cittadina ci ha risposto che il tampone può essere fatto solo a coloro i quali hanno i primi sintomi. In questo momento non vengono effettuati a medici e infermieri, tanto meno a noi. Quindi, per ora è no».

Per infermieri, Oss e altri addetti della struttura, la cui funzionalità è regolare come sempre, non resta che operare con tutte le precauzioni del caso.

«Utilizziamo tutti gli strumenti possibili di cui ci siamo dotati in quantità – conclude Ciari – ma i rischi come sappiamo ci sono sempre per tutti».

La paura tra il personale della Rsa inizia a salire, considerati i nuovi casi emersi tra giovedì sera e venerdì a “Le Vele” di Fucecchio, in cui sono ospiti molte persone residenti nell'Empolese.

A Montaione si guarda con attenzione a “Villa Serena”, su cui gravitano 140 ospiti e 120 addetti. «La situazione fortunatamente non presenta casi di anziani infetti – riferisce il sindaco valdelsano Paolo Pomponi – la struttura ha intrapreso una serie di misure come la chiusura degli accessi all'esterno. L'organizzazione interna prevede che, qualora un ospite presentasse i primi sintomi, venga isolato, e il protocollo si sta sviluppando per proteggere al massimo la popolazione della casa di riposo. Grazie alle ultime donazioni, per fortuna, il problema della carenza di mascherine è stato in qualche modo risolto». —

D.D.

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