Il Tirreno

Empoli

Prima vittima a Empoli: è morta al San Giuseppe una donna di 97 anni

Daniele Dei
Prima vittima a Empoli: è morta al San Giuseppe una donna di 97 anni

Il sindaco Barnini ha pubblicato su Facebook un nuovo forte richiamo ai cittadini perché restino in casa nei prossimi giorni

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EMPOLI

Il coronavirus miete la prima vittima nell'Empolese Valdelsa. È una donna di 97 anni residente a Empoli, ricoverata all'ospedale “San Giuseppe” dal 14 marzo. Il decesso è avvenuto ieri mattina, dopo cinque giorni di ricovero. La signora, che proveniva da una residenza sanitaria per anziani dell'Empolese, soffriva di «altre problematiche», fa sapere l'Asl Toscana Centro. Nel bollettino emerso lo scorso 15 marzo la signora era stata indicata come «in buone condizioni» ma, evidentemente, con il passare dei giorni il quadro clinico è peggiorato. Al nosocomio di Empoli si tratta del secondo decesso visto che poche ore prima, in data 14 marzo, era morta Graziella Gorini, 69 anni, di Montopoli Valdarno, anche lei ricoverata nel reparto temporaneo di malattie infettive dedicato a Covid-19. L'ufficialità della morte della signora 97enne è stata data nel tardo pomeriggio di ieri sebbene il sindaco di Empoli, Brenda Barnini, abbia fatto sapere di esserne a conoscenza già dalla mattinata. Intanto non si fermano i contagi: adesso le persone che hanno contratto Covid-19 sono state 34 negli undici comuni dell'Empolese Valdelsa, di cui una guarita e una deceduta. I tre nuovi pazienti comunicati nelle scorse ore sono una donna di 73 anni di Empoli, un uomo di 41 anni di Castelfiorentino e un 66enne di Fucecchio. Tutte queste persone sono considerate in buone condizioni e ricoverate all'ospedale “San Giuseppe”, dove sono arrivati, con un quadro clinico sotto controllo, anche tre pazienti da Santa Croce sull’Arno: due donne di 46 e 84 anni e un uomo di 76 anni. Ieri in totale sono stati riscontrati 55 casi positivi nei territori di competenza dell'Asl Toscana Centro di cui 28 nel territorio della provincia fiorentina extra Empolese. «Dentro il nostro ospedale è in corso una rivoluzione – scrive Brenda Barnini su Facebook – e il primo reparto dedicato al virus si è già riempito, ne stanno allestendo subito un altro e le previsioni dicono che ne serviranno ancora. Così come i letti di terapia intensiva che erano stati predisposti e che sono quasi al completo vedranno un ampliamento. Il “San Pietro Igneo” di Fucecchio diventa ospedale di compensazione, punto di appoggio per ricoveri a bassa intensità di medicina».

Il messaggio dei primi cittadini, per evitare l'espandersi dei contagi, è sempre il solito: restare a casa. E come mostrano le immagini aeree dal drone del Parco di Serravalle deserto, sembra che inizi a essere recepito. Non lo hanno fatto dei ragazzini di San Pancrazio, frazione a metà tra Montespertoli e San Casciano in Val di Pesa, dove un gruppetto si ritrovava dietro il cimitero in barba a tutte le regole. Poi è arrivata la polizia municipale e i loro nomi sono stati inviati alla Prefettura. —

Daniele Dei

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