Gioco
Italconf di Montaione fornirà duemila mascherine agli ospiti di Villa Serena
L’azienda di via Poggio alla Terra dal 1971 produce abbigliamento da lavoro e commercializza dispositivi per la sicurezza
MONTAIONE. Villa Serena, la residenza per anziani di maggior riferimento dell'Empolese Valdelsa, è in forte sofferenza per la mancanza di mascherine per il proprio personale, nonostante la donazione arrivata nei giorni scorsi da Castellare di Tonda tramite la sua proprietà, facente riferimento al gruppo svizzero Hapimag. Per venire incontro a questo problema è arrivata in soccorso la Italconf, azienda di via Poggio alla Terra che dal 1971 produce abbigliamento da lavoro e commercializza dispositivi per la sicurezza.
L'imprenditore Sandro Viti e i suoi sette dipendenti hanno iniziato così a produrre mascherine con quello che hanno attualmente a disposizione: ne faranno in tutto duemila. Mille sono già state consegnate alla residenza sanitaria assistita, che ospita poco meno di 150 persone anziane e non autosufficienti, le restanti saranno pronte nel giro di una settimana. «A Villa Serena c'è bisogno di 200 mascherine al giorno», fa sapere il sindaco di Montaione, Paolo Pomponi, che ha già pubblicamente ringraziato l'azienda Italconf. «Abbiamo utilizzato del tessuto non tessuto – spiega Sandro Viti – in tre strati, con quello che abbiamo a disposizione. Io ringrazio soprattutto l'abnegazione dei nostri dipendenti che hanno lavorato giorno e notte per tirare fuori un qualcosa di artigianale ma utile in questa fase di emergenza».
La Italconf in periodi “normali” si occupa di progettazione, taglio, importazione e stile di prodotti: rifornisce anche il volontariato locale come Anpas e Misericordie per quanto riguarda l'abbigliamento. «Le produzioni sono in Albania o in Romania, è l'unico modo se si vuole restare sul mercato – spiega Viti – e infatti voglio che sia chiaro un concetto: questa esperienza ci deve servire per riportare il lavoro a casa, noi in Italiano possiamo fare tutto. Deve cessare questo meccanismo di gare al ribasso che portano noi imprenditori a comprare i dispositivi per la sicurezza in Cina o in Pakistan. In questi Paesi ci sono macchinari industrializzati che sfornano 800 prodotti il minuto e sono lunghi 20 metri. In Italia ci saranno al massimo tre aziende che lo fanno, il resto è tutto in Asia». Nell'azienda intanto si lavora con tutte le precauzioni: mascherine, distanze, controllo accurato delle merci in entrata e in uscita. Viene da chiedersi se quanto fatto per Villa Serena possa essere replicabile. «Con l'organizzazione necessaria potremmo anche produrre altre mascherine – conclude Viti - ma al momento non siamo attrezzati. Se ci fosse un aiuto Governo sarebbe possibile, ma servono azioni congiunte con tutti».
Intanto mascherine arrivano in dono anche a Montespertoli per iniziativa dell'azienda Livith di Martignana, la quale aveva già mostrato la sua generosità nei giorni scorsi anche con il Comune di Empoli. Il sindaco Alessio Mugnaini aveva chiesto un aiuto da parte delle aziende del territorio per gestire questa fase di emergenza sanitaria legata alla diffusione del Coronavirus e in molte si sono mobilitate. «Ringrazio pubblicamente Livith per il grande gesto di solidarietà - commenta Mugnaini - sono particolarmente felice perché la donazione servirà innanzitutto a proteggere adeguatamente i lavoratori della nostra casa di riposo, alla quale tutti i montespertolesi si sentono particolarmente legati».
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