Sicurezza
Coronavirus, alla Var Group scatta il telelavoro per 600 dipendenti
La società del Gruppo Sesa lo ha attivato nelle sedi presenti nelle aree più colpite. L’ad Moriani: «Operazione impeccabile»
EMPOLI. Tutti regolarmente al lavoro negli uffici della Var Group di Empoli, l'azienda del Gruppo Sesa specializzata in soluzioni e servizi di information e communication technologies.
Ma se nell'Empolese, nonostante la situazione legata al coronavirus, non ci sono problemi, il colosso di via Piovola deve invece fare i conti con quello che sta accadendo nelle sedi in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, le tre regioni dove attualmente si contano i maggiori casi di contagio. Ben 600 dipendenti di Var Group (che, collaboratori compresi, in totale ne conta circa 2200) operano in questa parte del Nord Italia e, da questa settimana, è stata standardizzata una procedura già applicata in azienda ma non tutti i giorni: quella del telelavoro.
«Var Group già prevede che i propri dipendenti, in accordo con i responsabili dei vari settori, possano organizzarsi per poter fare del lavoro da remoto – fa sapere una portavoce – ma con la questione Coronavirus ci siamo attivati in maniera più specifica. Già il 28 febbraio, quando è insorto il problema a livello nazionale, l'amministratore delegato Francesca Moriani si è attivata nel weekend con delle comunicazioni con i dipendenti, in modo da organizzare il lavoro della settimana successiva nelle aree più colpite dal virus».
Le sette sedi di Var Group interessate sono quelle di Milano, Bologna, Treviso, Verona, Vicenza, Padova e Montebelluna, nel trevigiano. In quest'ultimo plesso però è presente il Security operation center di Var Group, il luogo dove si monitorano 24 su 24 i sistemi informatici delle aziende dagli attacchi: «In quello specifico settore è richiesta gioco forza la presenza – fanno sapere ancora da Var Group – ma per il resto ci si è attivati con device portatili e cellulari aziendali».
In tutto le sedi del colosso empolese in Italia sono 23: per le altre 16, compreso Empoli, nessun problema al momento. Se poi la questione dovesse ulteriormente allargarsi, il pacchetto tecnologico utilizzato in questi giorni dai dipendenti del nord sarà comunque facilmente replicabile agli altri contesti. «L’attivazione dello smart working in 7 sedi di Var Group è stato impeccabile – dichiara Francesca Moriani – abbiamo organizzato video conferenze con clienti, fornitori e colleghi affinché la crisi non fermasse l’attività e i clienti potessero avere, anche in questa situazione, il nostro pieno supporto. Cerchiamo di contenere la diffusione del virus nel rispetto della comunità, coscienti della difficoltà del momento ma sicuri che il Paese stia mettendo in campo tutte le migliori energie e misure per reagire». Un esempio, dunque, per chi in questo periodo dovesse trovarsi in situazioni legate a quarantene forzate. Da parte delle aziende infatti la domanda di soluzioni per il telelavoro in questo periodo è molto aumentata.
Salta l’assemblea. Proprio per l’emergenza coronavirus, invece, il Comune di Empoli ha deciso di rinviare a data da destinarsi l’appuntamento programmato per ieri alla Casa del popolo di Ponte a Elsa, in cui era previsto l’avvio del dibattito pubblico in merito al futuro dell’ecomostro.
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