Gioco
Risalire al proprietario del cane tramite il Dna degli escrementi
Empoli, presentata una mozione da discutere l’11 marzo in consiglio comunale. Picchielli: «Così potremo multare i padroni incivili»
EMPOLI. Censire il Dna dei cani in modo da riconoscere, dagli escrementi non raccolti, chi sono i loro proprietari e di conseguenza sanzionarli, in modo da garantire il rispetto del decoro in città. La proposta arriva dai consiglieri comunali del gruppo “Lega Salvini” con prima firma dell'eletto Gabriele Chiavacci, condensata in una mozione da discutere nel consiglio comunale dell’11 marzo. «È un provvedimento adottato da varie cittadine del Nord a guida centrodestra – commenta il capogruppo Andrea Picchielli – che ha dato frutti con un miglioramento del decoro pubblico. Molti proprietari di cani si sono responsabilizzati ed è aumentato il senso civico». «L'imbrattamento dei marciapiedi dalle deiezioni canine – sottolinea il consigliere Chiavacci – è uno dei fenomeni più odiosi per il decoro delle città. La non può certo ricadere sull’animale, ma bensì sul padrone che non rispetta le più elementari regole della convivenza civile. Purtroppo fino a oggi le campagne di sensibilizzazione e prevenzione sin qui attuate non hanno in alcun modo contrastato il fenomeno». Ecco quindi questa soluzione curiosa e innovativa: «Grazie alle più moderne tecnologie – prosegue Chiavacci – è possibile identificare il profilo genetico dell'animale e quindi risalire al proprietario del cane. Il metodo offre anche la possibilità di poter attribuire, in caso di danno a terzi, eventuali responsabilità giuridiche derivanti da incidenti stradali e morsi di cane. Si otterrebbero inoltre risultati positivi in termini di salute della popolazione canina la quale, grazie agli screening biologici, verrebbe monitorata dal personale veterinario». —
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