Vibac: fumata nera, torna l’incubo licenziamenti
Dietrofront della proprietà. Il sindaco Torchia: «Giocano sulla vita delle persone». La Rsu: «Pronti a occupare la fabbrica»
È di nuovo plumbeo il cielo sulla Vibac. Brutte le notizie giunte ieri dal Ministero dello sviluppo economico dove erano stati convocati l'imprenditore Pietro Battista, sindacati e istituzioni.
Presenti, tra gli altri, il sindaco di Vinci, Giuseppe Torchia, il sindacalista della Filctem Cgil Giuseppe Dentato e un referente della Regione. «Battista si è rimangiato tutto quello che aveva detto il 19 febbraio e gli impegni che si era preso – commenta Dentato – ha detto no al ritiro dei licenziamenti e all'accesso agli ammortizzatori sociali». Un'affermazione che ripiomba nel baratro i 120 addetti del sito produttivo ex Syrom, avamposto toscano del gruppo di Ticineto, in provincia di Alessandria.
Dall'incontro pubblico di una settimana fa alla Casa del popolo di Sovigliana sembra essere passato un secolo: allora si parlava di cauto ottimismo e di un impegno preso da Battista a cercare una soluzione alla vertenza. E invece risiamo al punto di partenza. «L'imprenditore – prosegue Dentato – ha detto di non essere in condizione di dare una prospettiva di intervento sugli impianti esistenti per un problema di mercato. A suo dire, i prodotti fatti a Vinci ogni mese perdono fette di mercato e non ci vede futuro. Ha parlato di una perdita di 3 milioni annui registrata a Mercatale che non può permettersi. Ma secondo noi il problema non è rappresentato da Vinci, ma è generale del gruppo».
E adesso, che si fa? «Insisteremo per interloquire con l'azienda – risponde il sindacalista – dobbiamo farla riflettere su questa posizione. Ci siamo lasciati dicendoci di fare degli incontri ristretti in Regione, magari per trovare un ammortizzatore sociale che lasci spiragli per la riconversione del sito produttivo. Questo ci darebbe tempo affinché ci possano essere delle proposte di acquisto».
Dentato ha spiegato inoltre che il sottosegretario Alessia Morani, presente all'incontro, avrebbe annunciato la volontà di voler riparlare lei stessa con l'imprenditore alessandrino. Intanto proseguiranno i presidi e le proteste. «C'era da aspettarsi da Battista questa totale mancanza di rispetto – commenta Vladimiro Spinelli della Rsu Vibac – come incomprensibile è stato il fatto che martedì siano arrivati i camion per caricare lo stock di magazzino. Voglio sperare che gli organi istituzionali mettano tutte le azioni per risolvere il problema».
Torna in campo l'ipotesi di occupare la fabbrica: «Non lo escludo, dipende da cosa monta nelle prossime ore», risponde Spinelli. Dure anche le parole del sindaco Giuseppe Torchia: «L'andamento della vicenda – ha detto il primo cittadino – ci porta anche a dubitare della credibilità degli interlocutori. La disponibilità del sistema istituzionale, Governo, Regione, Comune, e dei sindacati a ragionare sul ritiro della procedura di mobilità per aprire una riflessione sul rilancio del sito produttivo, anche attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali, rimane. L'azienda ci spieghi al più presto cosa vuole fare: non si può giocare con la vita delle persone». —
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