Gioco
Fumata grigia sul futuro della Vibac, la proprietà possibilista su un'alternativa alla chiusura
Telefonata del sottosegretario Alessia Morani all'imprenditore Pietro Battista: "Gli ho detto che noi siamo disponibili a mettere sul piatto, come avevamo concordato, tutti gli strumenti che il Mise ha per affrontare le crisi di impresa"
VINCI. Il Sottosegretario allo Sviluppo Economico, Alessia Morani, riapre alcune speranze sul caso Vibac dopo che ieri il presidente del gruppo che produce nastri adesivi, Pietro Battista, aveva annunciato di voler proseguire per la sua strada senza ritirare i 120 licenziamenti e andando quindi verso la chiusura dello stabilimento di Mercatale. La rappresentante del Governo Conte II ha infatti fatto sapere di aver chiamato questa mattina Battista telefonicamente, parlando di una possibile apertura.
"Ho sentito Pietro Battista, presidente del gruppo Vibac – ha spiegato Alessia Morani in una nota - gli ho detto che noi siamo disponibili a mettere sul piatto, come avevamo concordato, tutti gli strumenti che il Mise ha per affrontare le crisi di impresa. Ieri la riunione si è chiusa male con un atteggiamento di chiusura totale da parte dell'azienda che ha ribadito la volontà di chiudere lo stabilimento. Nella telefonata, Battista si è mostrato più possibilista per mettere in campo una alternativa alla chiusura. Per questo gli ho chiesto la disponibilità di incontrarci, alla mia presenza, per tentare una mediazione politica tra le parti". Morani avrebbe intenzione di convocare, già per la prossima settimana, un nuovo incontro sempre nella sede del Mise a Roma con i rappresentanti dell'azienda, i sindacati e le istituzioni.
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