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Vibac, torna l’ansia Domani nuovo vertice

Daniele Dei
Vibac, torna l’ansia Domani nuovo vertice

La proprietà non ha ancora ritirato i 120 licenziamenti e ora c’è incertezza sulla cassa integrazione ordinaria

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VINCI. Quando tutto sembra essere aver ripreso un sentiero percorribile, per la vertenza Vibac ora c'è il rischio che ci si trovi nuovamente da capo.

O meglio: nelle scorse ore sono riaffiorate delle legittime paure confermate anche dalla nuova convocazione di un tavolo ministeriale per domani alle 10 a Roma in via Molise, nella sede del Ministero dello sviluppo economico. Dopo, infatti, l'esito del tavolo capitolino dello scorso 19 febbraio alla presenza, tra gli altri, del sottosegretario Alessia Morani e del patron del gruppo Vibac, l'imprenditore alessandrino Pietro Battista, non sono state ancora ritirate le 120 procedure di licenziamento legate allo stabilimento di Mercatale di cui il gruppo di Ticineto del settore nastri adesivi aveva deciso di fare a meno. Potrebbe essere una mera questione di tempi tecnici, ma questa situazione non è assolutamente piaciuta alla Rsu e ai sindacati, i quali invece si aspettavano che entro pochi giorni le lettere sarebbero state revocate e si potesse andare in Regione Toscana a discutere della cassa integrazione ordinaria da attivare.

Cauto ottimismo, certo, ma tanto era bastato anche per uscire con un po' di sorriso lo scorso giovedì dall'assemblea pubblica che era stata indetta alla Casa del Popolo di Sovigliana. Per avere il polso della situazione, basta pensare che domani al Mise sono stati chiamati i rappresenti delle Regioni in cui si trovano le sedi distaccate di Vibac (Abruzzo, Basilicata, Molise e Toscana), la dirigenza, i sindacati FilctemCgil, Femca Cisl, Uilctec Uil e Fismic, oltre a, soprattutto, il Ministero del lavoro che fino a oggi non era stato coinvolto. Di questo dicastero dovrebbero intervenire il capo gabinetto Valeria Capone con i direttori delle relazioni industriali, Romolo De Camillis, e degli ammortizzatori sociali, Agnese De Luca.

Secondo quanto emerge da fonti sindacali, pare che da dirigenza piemontese possa aver rivalutato l'opportunità di attivare la cassa integrazione guadagni ordinaria come si era prospettato. «Qui c'è da capire se dopo nemmeno una settimana si voglia condividere le posizioni o metterle di nuovo in discussione – commenta Giuseppe Dentato, il sindacalista della Filctem Cgil che segue la vertenza dal nascere – per questo il Mise ci ha riconvocati per capire cosa si deve fare a questo punto. Battista dovrebbe presentarsi con i suoi consulenti: non avendo ritirato la procedura è come se gli impegni assunti al tavolo della scorsa settimana non fossero stati mantenuti. La cassa ordinaria sarebbe stata gestita senza esuberi con incontri trimestrali di confronto con la Regione. Se lui volesse attivare invece quella straordinaria, pensando di ridurre l'organico, non troverà in alcun modo il nostro accordo». —

Daniele Dei

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