Il Tirreno

Empoli

sicurezza 

Controllo di vicinato tra i commercianti

Daniele Dei

Nella piazzetta Garibaldi sono stati segnalati strani movimenti e c’è chi si è munito di telecamere di videosorveglianza

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EMPOLI. Resta alta l'attenzione sulla sicurezza degli esercenti di piazzetta Garibaldi, nel quartiere di Porta Pisana a Empoli. Dopo che il problema era stato sollevato dall'edicolante Annalisa Nannetti che, su “Il Tirreno”, aveva spiegato di essere periodicamente in balia di sbandati, dalla stessa zona arrivano altre segnalazioni di casi che stanno facendo sempre più perdere la pazienza di chi ci lavora, come quello di Federica Barbarossa, titolare della Merceria Aurora: «Qui davanti al mio negozio c'è tanta attività di spaccio di sostante stupefacenti – racconta la titolare del negozio – e quando avvengono certe situazioni le segnalo alle forze dell'ordine. Due settimane fa la polizia intervenne per fermare un ragazzo che era stato visto con della droga in mano, ma il giorno dopo era già a spasso». I carabinieri e gli uomini del commissariato infatti non fanno mancare la loro presenza e i loro interventi quando è richiesto, ma anche per loro andare a colpire determinati soggetti, specialmente quelli con problemi di disagio sociale, è particolarmente difficile. «Arrivano in negozio personaggi strani a chiedere soldi, però poi mi vedono aggressiva e se ne vanno – prosegue Federica – a ogni modo qui chiunque è libero di passare davanti e fare quello che vuole. A questo proposito, ci siamo “alleati” tra negozianti vicini in modo da comunicare quando si notano movimenti strani». La titolare della merceria, comunque, ha notato negli anni un progressivo peggioramento della situazione. «Sono qui da sette anni – conclude Federica – e posso dire che per i primi cinque è stato tutto tranquillo. Poi sono iniziati degli strani movimenti, poi sempre di più fino alla situazione di adesso. Mi trovo costretta a chiudere alle 19.30 invece che alle 20 perché in giro così ci sono delle persone, più tardi ho paura ad attraversare il centro storico. Da tempo giro con lo spray anti aggressione in borsa sperando di non usarlo mai». Una circostanza simile a quella vissuta dall'edicolante Annalisa Nannetti che si trova a pochi metri di distanza: «Dentro il mio negozio ci sono quattro telecamere di videosorveglianza – aveva raccontato la titolare del negozio di giornali – e quello che succede viene tutto registrato da un hard disk. Ogni giorno ne succede una: uno uomo era venuto qui nei giorni passati perché voleva cambiare cento euro palesemente falsi e me ne sono accorata. Non riesco mai a essere tranquilla, ho aperto da due anni e i vari episodi mi fanno perdere la serenità di lavorare. —

Daniele Dei

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