Il Tirreno

Empoli

Grave degrado igienico-ambientale di una tintoria di pelli di coniglio a Empoli

Sequestrata dall'Arpat tintoria di pelli di coniglio
◗
Sequestrata dall'Arpat tintoria di pelli di coniglio

Arpat, insieme a Carabinieri Forestali della Stazione di Empoli, Comune di Empoli, Azienda Usl e Polizia Municipale, hanno effettuato un'ispezione riscontrando irregolarità nella gestione dei rifiuti e delle acque reflue e sulle emissioni in atmosfera

3 MINUTI DI LETTURA





EMPOLI. Arpat, insieme a Carabinieri Forestali della Stazione di Empoli, Comune di Empoli, Azienda Usl e Polizia Municipale, hanno effettuato il 10 febbraio 2020 un'ispezione presso una tintoria di pelli di coniglio di Empoli. Pessime le condizioni igienico – ambientali rilevate durante il sopralluogo: materie prime e rifiuti per terra, tenuti alla rinfusa e mescolati tra loro; pareti e pavimenti imbrattati; reflui della lavorazione della pelle direttamente sversati sul pavimento con griglia di raccolta ricolma ed ostruita; in precarie condizioni strutturali e visibilmente corrosa la vasca interrata per la raccolta delle acque di scarico produttivo; il pavimento del locale bottali (macchinari usati nelle industrie conciarie) ricoperto da una spessa coltre di  fango scuro derivante dall’attività; sporcizia, segatura, fanghiglia e reflui in tutti i locali di lavorazione; disperso sul pavimento il contenuto di sacchi deteriorati, contenenti alcune materie prime inutilizzate da anni (ossidate o essiccate); macchinari, attrezzature, banconi, frigoriferi in stato di abbandono; materiali vari, contenitori, sacchi, ritagli di pellame tenuti alla rinfusa e nella più totale confusione.

I rifiuti erano tenuti alla rinfusa, non suddivisi per categorie omogenee ed in violazione dell’art. 183 del D.Lgs 152/2006 per superamento dei limiti quantitativi e temporali.  Dalla documentazione acquisita sul posto risultava che il 17 gennaio 2020 è stato regolarmente allontanato il refluo derivante dall’attività di bottalatura classificato come rifiuto pericoloso “liquido di concia contenente cromo”; dal dicembre 2016 non sono più stati allontanati gli altri rifiuti: pericolosi, come contenitori vuoti contaminati dei prodotti chimici utilizzati nonché tutti i prodotti chimici deteriorati, inutilizzati da tempo e tenuti alla rinfusa nei locali; non pericolosi, come polvere di pellame, carta, stracci e pelle. Anche all’esterno dell’edificio c'erano ulteriori rifiuti abbandonati e depositati in maniera incontrollata, a diretto contatto con il suolo ed esposti alle intemperie, tra cui contenitori vuoti in plastica di prodotti chimici, bancali in legno, un serbatoio di metallo, carta e cartone, cassette di plastica, tutti riconducibili alla lavorazione e pertanto anch’essi classificabili come rifiuti speciali.

Emissioni
Le polveri e i vapori derivanti dalla lavorazione si disperdevano all’interno dei locali di lavoro ed all’esterno attraverso le porte e le finestre in quanto: il sistema di captazione del locale rifinitura era privo di abbattimento e veniva condottato all’interno del locale sotterraneo anziché all’esterno; la cappa di aspirazione presente nel locale adibito alla preparazione delle miscele non funzionava ed era collegata ad un impianto di filtrazione di abbattimento delle polveri in disuso, arrugginito e ricoperto da rovi e folta vegetazione.

Pur essendo la ditta autorizzata alle emissioni in atmosfera, queste risultavano tutte in disuso e con gli impianti di abbattimento deteriorati e non funzionanti. Le suddette emissioni risultavano anche sprovviste di accessi in sicurezza per raggiungere i vari punti di prelievo posti sui camini.

Il titolare della ditta ha dichiarato che da anni non venivano effettuati gli autocontrolli alle emissioni in atmosfera.

Scarichi di acque reflue sul suolo
Le acque reflue produttive risultavano sversate sul pavimento e stoccate in manufatti inidonei, non a tenuta.

Lo stato di degrado e deterioramento di parti delle strutture prefabbricate lasciava filtrare le acque meteoriche sul pavimento sporco dei locali. L'esito degli accertamenti è stato riferito agli enti ed autorità competenti evidenziando anche la necessità di chiedere al titolare della ditta di effettuare indagini ambientali per verificare lo stato di contaminazione del suolo e delle acque sotterranee una volta provveduto alla rimozione delle criticità rilevate ed alla ripulitura e ripristino dei luoghi. È stata disposta la chiusura dell’attività.

 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web