Il Tirreno

Empoli

l’assemblea alla casa del popolo di sovigliana 

Crisi Vibac, un po’ di luce in fondo al tunnel

Daniele Dei
Un momento dell'assemblea pubblica della Cgil sulla crisi della Vibac (foto Carlo Sestini)
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Un momento dell'assemblea pubblica della Cgil sulla crisi della Vibac (foto Carlo Sestini)

Dentato (Filctem Cgil): «I prossimi passi il ritiro della mobilità, cassa integrazione ordinaria e poi il rilancio dell’attività»

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VINCI. Qualcosa in più di uno spiraglio: è quello che i sindacati vedono nelle parole di Piero Battista, l'imprenditore piemontese proprietario del gruppo Vibac, pronunciate giovedì 20 al tavolo ospitato dal Ministero per lo Sviluppo Economico sul futuro dello stabilimento di produzione di nastri adesivi di Mercatale. Lo si è appreso ieri pomeriggio nel corso dell'assemblea pubblica che la Camera del Lavoro di Empoli ha convocato alla casa del popolo di Sovigliana, di fronte alle maestranze aziendali e alla cittadinanza. . Giuseppe Dentato della Filctem Cgil Empolese Valdelsa ha illustrato quanto accaduto mercoledì a Roma, spiegando di «attendere a giorni il ritiro delle procedure di mobilità per i 122 lavoratori Vibac» e di manifestare «moderato ottimismo e fiducia». «Si chiude un brutto capitolo e se ne apre un altro, con un po' di luce in fondo al tunnel», ha commentato Vladimiro Spinelli della Rsu, riassumendo in una frase lo stato d'animo di tutti. «In un giorno siamo passati dal grigio al sereno – sono le dichiarazioni di Giuseppe Dentato – il confronto con l'azienda è stato aspro, ma poi anch'essa, dopo aver ascoltato i sindacati e le istituzioni, si è convinta. Merito della presenza dei rappresentanti non solo della Toscana, ma delle altre regioni in cui Vibac è presente, con una mediazione straordinaria del sottosegretario Alessia Morani. Questa vertenza non è un affare solo di Vinci, ma riguarda tutto il gruppo Vibac. Il confronto deve partire da qui ma allargarsi a tutti gli stabilimenti, per pensare a come il gruppo può crescere invece che arretrare. L'impegno di fronte al Governo preso da Battista non può essere buttato lì, ma deve avere per forza un valore».

I prossimi passi: «Aspettiamo l'ufficialità del ritiro della mobilità – ha proseguito il sindacalista – poi andremo in Regione per aprire, come sembra abbia richiesto la dirigenza Vibac, la cassa integrazione guadagni ordinaria. Scongiurati i licenziamenti, bisogna tornare a una discussione normale, consci dei problemi esistenti ma sapendo che si possono trovare soluzioni e percorsi condivisi. C'è un anno di tempo per lavorarci». In questo momento si pensa a ricette per uscire dalla crisi. «Questa vertenza – ha spiegato a Sovigliana Dentato – potrebbe essere la punta di un iceberg, il sacrificio di Vinci potrebbe non essere sufficiente. Nel difficile percorso che ci aspetta dobbiamo lavorare per trovare una soluzione condivisa, sebbene azienda e lavoratori rappresentino interessi diversi. Bisogna capire quale prodotto sviluppare a Vinci, come produrlo e con quali investimenti, magari con il supporto del Governo. Le aziende oggi devono guardare a questa nuova fase con un occhio diverso: il futuro è fatto di cambiamenti e di transizioni da accompagnare a investimenti».


 

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