Il Tirreno

Empoli

lutto 

Scomparso Nino Bini, profondo conoscitore della storia di Empoli

Daniele Dei
Nino Bini (foto Enzo Sanchini)
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Nino Bini (foto Enzo Sanchini)

Aveva 93 anni ed era titolare di uno studio di commercialista

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EMPOLI. Se n'è andata una memoria storica del territorio: si tratta del ragioniere Nino Bini, titolare di uno studio di commercialista prima in via Ridolfi e poi in viale San Martino, autore di numerose pubblicazioni legate alla città di Empoli e del territorio circostante. Bini se n'è andato ieri a 93 anni: vedovo di Teresa, lascia il figlio Marco, a sua volta commercialista.

Tre in particolare i libri frutto delle sue ricerche legate alla storia cittadina. Ha pubblicato nel 1991 il volume “Empoli, 10 giugno 1940”, nel 1993 “Empoli, il giorno di Santo Stefano” e nel 2013 “Il Valdarno Inferiore nel 1944”, testi editi dalle case editrici Lalli di Poggibonsi e Polistampa di Firenze, apprezzati sia dagli specialisti che dagli appassionati di storia. Venne invitato anche nel 2014 a Limite sull'Arno in occasione del 70esimo anniversario della Liberazione del paese. Fu autore di numerosi articoli sulla rivista storico-culturale “Il Segno di Empoli” tra il 1989 e il 2013. Fu autore di molte scoperte sulla storia locale: ricostruì, per esempio, il doppio conflitto a fuoco a Collepatti, nel comune di Castelfiorentino, tra partigiani e tedeschi nel giugno del 1944. A San Miniato sollevò la questione sulle responsabilità americane della strage nel duomo di San Miniato, prendendo le distanze da quanto teorizzato da Paolo Paoletti.

Secondo Bini, alcuni dispacci tedeschi avrebbero riferito i comandi di rappresaglie ed esecuzioni di civili che tuttavia non trovano riscontro nella realtà, salvo che non fossero ricollegate proprio ai fatti del 22 luglio 1944. Riuscì inoltre a identificare un soldato tedesco ucciso in val di Chiecina, recuperando il nome e le sorti del cadavere collaborando con la Croce Rossa tedesca. Nel 1972 fu uno dei primi a entrare nell'Associazione Archeologica del Medio Valdarno di Empoli, ricoprendo il ruolo di presidente della commissione scientifica e mettendo a disposizione lo studio per le riunioni. Fu insignito anche del "Premio Calasanzio" dei padri scolopi per i suoi meriti storiografici. Bini aveva ricoperto anche ruoli nell'associazione dei commercialisti dell'Empolese Valdelsa, inserito all'interno del collegio dei garanti..

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