Gioco
Dimezzati i migranti nei centri di accoglienza straordinaria dell'Empolese Valdelsa
Da 600 a 300 ospiti nell'ultimo anno. La rilevazione della Prefettura aveva accertato che alcune strutture erano già state chiuse
EMPOLI. Centri sottoutilizzati, strutture chiuse, servizi tagliati e associazioni che non riescono più a sostenere i costi. Il panorama dell'accoglienza straordinaria nell'Empolese Valdelsa è profondamente mutato nell'ultimo anno. Il ciclone dei decreti Salvini, che si è abbattuto su un intero settore cambiando norme e pratiche e soprattutto dimezzando i budget, sta producendo effetti profondissimi anche sul territorio. Con una diminuzione di presenze effetto anche – ma non solo – del calo degli arrivi.. Secondo gli ultimi dati della prefettura di Firenze, aggiornati alla metà dell'anno scorso e analizzati in un report di pochi giorni fa da Openpolis, il numero di persone accolte nei centri presenti negli undici comuni si è drasticamente ridotto. Dai 500-600 di appena tre anni fa, infatti, siamo passati a poco più di 300. Mentre si è innescato un progressivo svuotamento delle strutture, con abitazioni o centri di piccole dimensioni che occupano solo una parte dei posti e poco meno della metà di quelli complessivi (499) che rimangono vuoti. Nel frattempo alcuni sono stati definitivamente chiusi e anche quelli rimasti continuano ad operare in deroga rispetto alla scadenza del bando prefettizio di affidamento dei servizi di accoglienza, che risale ormai a un anno fa.
Alcuni ospiti – pochi, in realtà - sono stati ricollocati in strutture presenti in altri territori, altri sono stati spostati nello Sprar, la maggior parte invece è semplicemente uscita dal circuito dell'accoglienza a causa della cancellazione della protezione umanitaria dagli istituti di riconoscimento dei richiedenti. Nel circondario i centri censiti sono quaranta, ma come dicevamo alcuni sono stati chiusi. La rilevazione della prefettura già alcuni mesi fa evidenziava strutture senza ospiti. Accadeva, ad esempio, in un appartamento di Fucecchio da 11 posti che risulta non più attivo. E in un altro a Vinci da 8 posti. E ancora in uno addirittura da 30 posti sempre a Vinci, anch'esso vuoto. In ogni caso quasi ovunque la capienza massima non viene mai raggiunta. Sul fronte degli enti gestori, i soggetti rimasti sono pochi. Coeso Empoli con alcuni appartamenti suddivisi tra Empoli, Montelupo e Vinci. Le confraternite di Misericordia di Empoli, Cerreto e Certaldo. Caritas e Movimento Shalom con pochi centri. La cooperativa Pietra d'angolo a Fucecchio e l'associazione “Differenze culturali e non violenza” in Valdelsa. E infine l'Arcolaio, cooperativa emiliana che ha rilevato le strutture prima gestite da Multicons tra Capraia e Limite, Castelfiorentino, Empoli e Vinci. Quella che si respira, però, è una crescente frustrazione, data dal fatto che i margini di manovra sono sempre più ridotti. Il sostanziale dimezzamento dei budget, introdotto dai decreti Salvini, da 35 a 18 euro al giorno ha reso impossibile lo svolgimento dei servizi di orientamento e integrazione e ha trasformato le strutture in dormitori con gli operatori – che sono sempre meno – a svolgere le funzioni di controllo e semplice logistica.
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