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Cartelle del Consorzio: scoppia il caso delle multiproprietà
Le proteste degli interessati e le risposte dell'Ente
EMPOLI. Stanno pervenendo in questi giorni ai proprietari di immobili dell'Empolese Valdelsa le cartelle del Consorzio di Bonifica Medio Valdarno, in cui si tiene conto di quello che una volta era il tributo identificato come “Padule di Fucecchio” - in tanti lo chiamano ancora così - e legato alle opere di difesa idraulica del territorio. . Alla redazione de Il Tirreno sono stati sollevati alcuni malumori da parte dei contribuenti. Uno di questi è legato alla questione delle multiproprietà: la lamentela è che il tributo arriva solo a uno dei proprietari, che deve accollarsi le spese per tutti e poi, eventualmente, andare lui a chiedere di farsele rimborsare dagli altri. Altra questione, invece, è che alcune persone hanno ricevuto 2 annualità da pagare: l'attuale e quella del 2019.
Su entrambe le questioni, il Consorzio ha risposto puntualmente. «Il tributo non è frazionabile tra i comproprietari – conferma l'ente – perché relativo all'immobile: un bene giuridicamente indivisibile che genera un'obbligazione indivisibile. Il tributo imposto dal Consorzio è perciò da intendersi diretto agli immobili per la loro salvaguardia e non alle singole persone, eventualmente comproprietarie. Gli atti di riscossione sono intestati al rappresentante della proprietà individuato nel primo intestatario della partita del catasto consortile, fermo restando il diritto dei cointestatari, obbligati in solido al pagamento del contributo di indicare fra loro a maggioranza e in forma scritta, un diverso rappresentante». E le cartelle doppie? «Può accadere per diversi motivi – risponde il Consorzio – come compravendite avvenute verso la fine dell’anno e non registrate al 1° gennaio; immobili che per qualche inesattezza catastale non erano inseriti nel database ma che grazie a controlli e verifiche vengono individuati; o importi sotto 10,33 euro, per cui l’avviso si manda sommando più anni solo al superamento del minimo esigibile per legge».
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