Attenzione
Palloncini bianchi e viola per l’ultimo saluto al ventenne Dario Bianchi
SAN GIMIGNANO. Una folla oceanica, senza fine, che ha riempito la piccola chiesa di San Bartolomeo, sulla strada che da Ulignano porta a San Gimignano. Silenzio, rabbia, sgomento, sentimenti contrastanti nella accogliente e piccola frazione senese, unita più che mai per l'ultimo saluto a Dario Bianchi, 20enne deceduto a seguito di un tremendo sinistro lo scorso sabato notte lungo la maledetta 429. Un lungo momento di preghiera, cominciato mercoledì quando intorno alle 21.30 è cominciata la veglia. Impossibile trovare un posteggio, c'erano tantissimi amici, amiche e famiglie, nessuno già dalla sera è voluto mancare per trovarsi davanti a quel feretro, increduli per quanto accaduto.
Un silenzio tombale, nel cuore della notte, che si è ripetuto la mattina successiva, quella di ieri, quando alle 10 si è tenuto il funerale, presieduto da Don Luigi Miggiano. Molte persone sono rimaste fuori dalla chiesa, unite dal dolore e accomunate dal silenzio. Il padre di Dario, Alfredo assieme agli amici, si sono alzati per leggere un ricordo e ringraziare tutti i presenti per l'affetto dimostrato in questo difficile momento. A fine celebrazione, la folla si è disposta su 2 file, centinaia i giovani presenti, gli amici di una vita, i compagni di squadra, i volti più belli di una gioventù che teneva a Dario. Il feretro è uscito, portato dai suoi amici, fino al cimitero che si trova a poca distanza. Una volta raggiunto il loculo per l'ultimo saluto centinaia di palloncini, bianchi e viola, sono stati alleggeriti dei loro pesi, e fatti volare in cielo. Il viola, il colore della Fiorentina, la sua squadra del cuore. Palloncini che hanno portato il suo nome.
In quel cielo dove Dario è salito una gelida e tremenda notte su quella maledetta 429, che continua purtroppo a mietere vittime. Stasera in occasione della partita casalinga del SangiAmatori un'altra occasione di ritrovo per spingere gli altri colori, il nero e il verde, ad una vittoria in suo ricordo . —
Giacomo Bertelli
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