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L'allarme dei sindacati: «Il piano industriale della Colorobbia non convince»

Daniele Dei
L'allarme dei sindacati: «Il piano industriale della Colorobbia non convince»

Incontro nella sede della Cgil di Sassuolo. L’obiettivo resta quello di chiedere il ritiro dei 43 licenziamenti: 30 posti a Sovigliana e altri 13 a Montelupo

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VINCI. Un vertice a Sassuolo, per cercare di capire come procedere con la vertenza della Colorobbia Italia, l'azienda specializzata in smalti e vernici per il settore ceramiche che ha annunciato 59 esuberi negli stabilimenti dell'Empolese Valdelsa e del modenese. L'incontro si è tenuto mercoledì 12 febbraio alla sede della Cgil della cittadina emiliana, nel cuore della "ceramic valley" italiana, ed erano presenti i rappresentanti delle Rsu degli stabilimenti di via Pietramarina a Sovigliana, sede del gruppo, Montelupo Fiorentino e Fiorano Modenese. Si è trattato di un appuntamento voluto dalla Filctem Cgil, sindacato che segue la vertenza e dai lavoratori dopo che l'incontro inizialmente previsto per il 12 febbraio, e facente seguito il primo confronto dello scorso 31gennaio, è stato rinviato di alcuni giorni.

«Da parte nostra avevamo espresso la volontà di approfondire il piano industriale dell'azienda – spiega Fabio Di Giuseppe della Filctem di Sassuolo – per questo abbiamo aspettato qualche giorno affinché Colorobbia Italia ci fornisse la documentazione richiesta. L'incontro nella nostra sede è servito proprio per analizzare il piano, farci una idea e capire come muoversi. Adesso stiamo aspettando di riconvocare il tavolo in una data che sarà o il 19 o il 21 febbraio a Sovigliana». Dal summit sassolese, però, il primo approccio con il piano non è completamente soddisfacente: «All'interno ci sono indicati alcuni obiettivi di sviluppo dei tre stabilimenti coinvolti e il piano dei costi fino al 2021 – prosegue Di Giuseppe – ma anche i motivi del 59 esuberi e il perché proprio di quelli, confermando quando scritto nella procedura di mobilità. La documentazione però non ci convince perché si parla soprattutto di equilibrio dei conti. Dal nostro punto di vista, invece, dobbiamo lavorare prima sul ritiro dei licenziamenti, poi a quel punto possiamo discutere insieme sulle modalità di rilancio e sui passi che tutti possono compiere per favorirlo».

Nel dettaglio, gli esuberi riguardano trenta posti di lavoro a Sovigliana, tredici a Montelupo e sedici a Fiorano, soprattutto nei reparti tecnico-assistenziali e commerciali, solo in parte minoritaria nella produzione. Le procedure, annunciate a gennaio, rischiano di diventare operative già dalla fine del mese se non si troverà un accordo: «Non si può parlare di sviluppo puntando su dei licenziamenti – conclude Di Giuseppe – per questo non ci appare chiaro il piano industriale di Colorobbia e ci batteremo affinché si arrivi alla sospensione delle procedure il prima possibile».

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di Redazione web