Il Tirreno

Empoli

I CONSIGLI di renzo Berti 

«Nel dubbio chiamate il 118, non andate al pronto soccorso»

D.D.

Il direttore del Dipartimento di prevenzione ha fatto il punto sulla diffusione del virus: «La mortalità è concentrata nella provincia di Hubei» 

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EMPOLI. Un invito a di non farsi prendere dall'allarmismo, con un appello alla trasparenza nella comunicazione. È quello che il dottor Renzo Berti ha fatto nel corso dell'incontro di ieri pomeriggio a Empoli. «Per adesso la presenza dei minori coinvolti è scarsa – ha spiegato nel suo intervento il dottor Berti – c'è un problema di incubazione di un massimo di 14 giorni, anche se nei casi principali si concentra nei primi cinque. La trasmissione principalmente è per via respiratoria, non ci sono pericoli al momento né per via ambientale o per via alimentare. Purtroppo non abbiamo un vaccino né terapie specifiche: i casi oggi vengono curati con terapie sperimentali». Berti ha spiegato anche i numeri attuali del problema: a oggi sono 500 i casi fuori dalla Cina, nazione dove le persone infette da Coronavirus sono 31,2 su un milione. Due per ora i morti fuori dalla Cina, localizzati a Honk Hong e alle Filippine, con una diminuzione del trend di aumento. Le guarigioni nei casi accertati, al momento, sono cinque volte tanto rispetto ai decessi, e la mortalità quasi del tutto concentrata nella provincia di Hubei (1.068), contro 47 nel resto del Paese asiatico. «Da noi il virus non circola – ha proseguito Berti – sono solo casi di importazione. L'emergenza nazionale italiana ha solo lo scopo per organizzarci al meglio una situazione che potrebbe eventualmente complicarsi». Berti ha dato comunque indicazioni alla cittadinanza qualora si verificassero problemi: «Chiamate il 118 e non andate al pronto soccorso – ha detto ai presenti – evitiamo la promiscuità. Saranno i sanitari a portare la persona in un ospedale adeguato a seguire le malattie infettive. Se qualcuno è stato a contatto con persone malate, servirà un isolamento domiciliare di 14 giorni». Poi i consigli per le scuole e le aziende: in primis indossare la mascherina ove si riscontrino casi accertati o anche sospetti. «Noi sindaci siamo in prima linea per sapere dalle scuole quali sono i ragazzi che rientrano dalla Cina – ha spiegato in apertura il presidente della Sds, Alessio Spinelli, sindaco di Fucecchio e in rappresentanza degli altri primi cittadini della zona presenti in platea – ci atteniamo alle disposizioni del Ministero della Sanità. Io mi sento di stare tranquillo per il momento, ma è un divenire e conviene aggiornarsi sempre dalle voci ufficiali». La questione è intanto stata affrontata lunedì pomeriggio dal prefetto di Firenze, Laura Lega, che ha convocato a Palazzo Medici Riccardi un tavolo per fare il punto sulle misure adottate. «È doveroso prestare la massima attenzione soprattutto nelle aree a maggior densità di popolazione cinese, senza per questo creare alcun allarmismo», ha commentato il prefetto al termine della riunione tecnica. —

D.D.

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