Sicurezza
Marincovich racconta l’orrore delle foibe a Empoli e a Castello
CASTELFIORENTINO. «Un incontro per raccontare e conoscere la storia, indipendentemente da chi lo ha organizzato». Così Susi Giglioli, esponente della Lega, spiega l’iniziativa pubblica che si è consumata ieri pomeriggio a Castelfiorentino nell’ambito della giornata del ricordo dei massacri delle foibe.
Incontro, voluto appunto dal coordinamento della Lega, durante il quale Augusto Rippa Marincovich, figlio di esuli fiumani, dopo una premessa sulle vicende della diaspora delle 10 famiglie paterne e materne, sparse in Italia e in tutto il mondo dopo l'esodo del '47, ha presentato un inquadramento storico territoriale del confine orientale d'Italia sconvolto dalle vicende della prima e della seconda guerra mondiale. Ha messo in evidenza l'importanza di questa commemorazione riconosciuta dalle massime cariche dello stato. «dopo oltre 60 anni di oblio e dalla cancellazione dai libri della storia delle nostre scuole».
«La storia va raccontata tutta e sempre – prosegue Giglioli – e riuscire a parlarne pubblicamente è una vittoria per la storia. È necessario conoscere, altrimenti non può esserci una giornata del ricordo».
L’incontro di Castelfiorentino è stato preceduto, nella mattinata di ieri, da uno avvenuto nelle scuole di Empoli promosso sempre dalla Lega che ha visto Marincovich parlare ai ragazzi della sua esperienza. «È stato importantissimo – sottolinea Andrea Picchielli, capogruppo della Lega a Empoli – non solo per ricordare questo triste momento storico, ma per far conoscere una verità messa a tacere per molti anni. Purtroppo ci sono ancora fanatici che oltre a negare la realtà, si rendono protagonisti di gesti gravissimi come le scritte comparse proprio in occasione del giorno del ricordo al Polo universitario di Novoli a Firenze, specialmente perché avvenute in un luogo come l’Università, dove la consapevolezza di una realtà storica ormai appurata, dovrebbe essere ancora maggiore». —
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