Il Tirreno

Empoli

il caso 

Il Coronavirus non c’è, la preoccupazione sì

Daniele Dei
L'incontro sul coronavirus alla Vela “Margherita Hack” di Avane organizzato dalla Società della Salute
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L'incontro sul coronavirus alla Vela “Margherita Hack” di Avane organizzato dalla Società della Salute

Empoli, tante domande all’incontro con l’esperto. Da chi minimizza («non è peggio dell’influenza») a chi si è procurato le mascherine o è in ansia per il nipotino all’asilo 

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EMPOLI. Una dozzina di domande e tanta preoccupazione su SarsCov2, ai più noti come Coronavirus. Sono quelle emerse nel corso dell'iniziativa alla Vela “Margherita Hack” di Avane, organizzata dalla Società della Salute e con ospite Renzo Berti, direttore del dipartimento prevenzione dell'Asl e portavoce della direzione sanitaria regionale.

Un centinaio i presenti ieri pomeriggio. «Si trasmette il virus con una stretta di mano?», chiedono in sala. «Sì, può essere contagiosa», ha risposto Berti. «Un'azienda che lavora nel pratese e ha contatti con cinesi dovrebbe attuare delle difese come mascherine a tutti i dipendenti?», è la domanda di un altro cittadino. «I problemi potrebbero esserci nelle situazioni dove non c'è regolarità, dove si lavora e si vive – ha detto l'esperto – per il Capodanno cinese ci sono stati molti flussi e merita attenzione». Poi la preoccupazione per chi ha i bambini a scuola: «Difficile dare consigli ed esprimersi – ha detto Berti – ci sono famiglie rientrate dalla Cina che hanno seguito le indicazioni tenendo per precauzione i bambini a casa, altre che non lo fanno e legittimamente mandano i figli in classe, magari perché non hanno alternative».

Un signore è preoccupato: «Chi ha programmato viaggi in Oriente, come deve comportarsi?». «In questo momento eviterei di andare in Cina – ha suggerito il dirigente medico – negli altri Paesi asiatici c'è solo una piccola circolazione del virus, come a Singapore. Comunque l'Oms aggiorna ogni giorno la mappa del rischio».

Le persone accorse all'evento arrivano per vari motivi: le sorelle Sandra e Antonella Peruzzi gestiscono per esempio l'agriturismo “Borgo Vigna Vecchia” a Cerreto Guidi. «Vogliamo capire se arrivano persone cinesi come ci si deve comportare – spiegano – abbiamo spesso turisti di quella nazionalità, magari vivono a Londra ma viaggiano spesso. Proprio tranquilli non siamo, speriamo anche nel buon senso da parte delle persone che si spostano nel mondo».

«Il futuro non si presenta molto bene a vedere dai media – spiega Vincenzo Garramone, empolese – e l'impressione è che tutta la verità non sia emersa. Noi siamo andati in farmacia e le mascherine erano finite, poi le abbiamo comprate, non si sa mai». Per quanto riguarda i ristoranti cinesi, che hanno avuto in questo periodo un calo nonostante tutte le rassicurazioni sanitarie del caso, l'opinione è discordante: se Vincenzo è restio ad andarci, non lo è invece Annamaria Leoncini: «Personalmente non penso che il Coronavirus sia peggiore di un'influenza – è la sua opinione – i grandi allarmismi possono fare peggio».

«Mio nipote va all'asilo nido – conclude Sandra Sbaraglia – per questo sono venuta a sentire, c'è preoccupazione. Speriamo riescano a bloccare il virus dove c'è stato il focolaio. Sono qui per capire le forme di prevenzione e parlarne poi con gli educatori. Al ristorante cinese? No, adesso non andrei». —
 

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