Sicurezza
Bocconi avvelenati a due passi dal rifugio dei cani
MONTESPERTOLI. Bocconi avvelenati a due passi dal canile. Sono stati trovati nella mattinata di sabato vicino alla struttura “La Certosa” di Cortina e Mandorli, località rurale di Montespertoli a metà tra Ortimino e Martignana.
La scoperta è stata fatta da alcune volontarie che si trovavano lì per portare alcuni cani a sgambare: a terra c'erano infatti due spugne che erano state fritte e, probabilmente, avvelenate. Si tratta di uno stratagemma noto tanto che ci sono stati molti casi, in Italia, di cani avvelenati con questo metodo. L'effetto di queste esche è micidiale: le spugne, una volta ingerite, tendono a gonfiarsi in modo tale da causare blocchi e portare l'animale alla morte.
A denunciare il fatto è una delle volontarie del canile, Francesca Neri: «Ne abbiamo recuperate due – spiega – e a quel punto abbiamo fatto una perlustrazione della zona: lì intorno non ce ne erano altre. Anche una signora che vive nei paraggi, informata della cosa, ha a sua volta fatto un controllo ma non ne sono emerse altre. Tempo fa delle spugne fritte furono ritrovate anche nella zona di Montelupo Fiorentino».
Le volontarie, che al momento non hanno formalizzato una denuncia ai carabinieri forestali, hanno comunque avvisato anche il fattore della Tenuta di Cortina e Mandorli, nel cui ambito si trova anche il canile: «Potrebbero aver agito per avvelenare i nostri cani – prosegue Francesca – ma essendo quella una zona di caccia potrebbe essere stato anche un tentativo per uccidere ungulati come daini o cinghiali in un periodo in cui la stagione venatoria è ormai conclusa. Qualunque fosse stato l'intento si tratta di un'azione criminale, è un gesto da irresponsabili anche perché l'animale che ingerisce queste spugne muore patendo dolori atroci».
L'invito, quindi, è quello di prestare attenzione come hanno fatto le volontarie che, scoprendole in tempo, hanno salvato la vita dei loro cani. —
D.D.
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