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il caso 

Bloccato a Taiwan con gli amici per l’allarme Coronavirus

Roy Lepore

Riccardo Nucciotti vive a Cerreto Guidi ed era partito   per una missione  di speleologia: «Siamo  in contatto con la Farnesina» 

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Quattro speleologi italiani sono bloccati a Taipei, sull’isola di Taiwan (a 180 km dalla costa cinese), a causa dell’emergenza Coronavirus.

Fra loro c’è Riccardo Nucciotti, 45 anni, conosciuto da tutti come Zairo, che ha vissuto sette anni a Viareggio ed ha lavorato fino al febbraio del 2009 a Sea Ambiente. Adesso è dipendente a Firenze della ditta Area.

Nucciotti è nativo di Piombino ed abita adesso a Cerreto Guidi, nel Fiorentino: a Viareggio ha diversi amici, con i quali è ancora in contatto.

Con lui ci sono Lucia Pedri 39 anni, di Pieve Fosciana, Paolo Forconi, 58 anni, di Carbognano (Viterbo) ed Elisa Ponti, 48 anni, di Forlì. Nucciotti e gli altri tre sono partiti il 26 gennaio dall’Italia con destinazione Taiwan. «Facciamo parte di una spedizione speleologica esplorativa, siamo andati alla ricerca di grotte nuove a Taipei – dice – ma abbiamo dovuto interrompere la nostra missione proprio a causa di quanto avvenuto. A Taiwan i casi di Coronavirus sono stati 8, su una popolazione di circa 23 milioni di abitanti. In questo momento abbiamo seri problemi per rientrare in Italia: avevamo prenotato un volo Taipei-Pechino per il 15 febbraio, che doveva portarci a Roma. Fino a Pechino è stato confermato, mentre quello per Roma è stato cancellato».

A quel punto, spiega Nucciotti, «ci siamo rivolti alla Farnesina per capire come rientrare in Italia. Da quello che abbiamo potuto apprendere sono aumentati anche i prezzi dei biglietti aerei e al momento non ci sono certezze sul fatto di poter rientrare a breve a casa».

Il mancato rientro, ovviamente, provoca qualche problema anche sul lavoro.

«Il 17 febbraio devo riprendere servizio e spero davvero di poterlo fare – prosegue Nucciotti – sarebbe un bel guaio rimanere ancora bloccati qua a causa di questa emergenza sanitaria. L’anno scorso sono stato in Indonesia e in quella occasione ci fu lo tsunami: non vorrei che ci fosse qualcuno che mi manda il malocchio ogni volta che parto... La prendo così con ironia, ma per due anni consecutivi mi sono trovato coinvolto in due situazioni di emergenza, che hanno complicato non poco le escursioni. La passione per la speleologia comunque non calerà certamente per questi episodi – conclude Nucciotti – Insieme con i miei compagni di avventura proseguiremo ancora nelle nostre escursioni. È la passione che ci accomuna ormai da anni, certo quando ti trovi all’estero e ci sono questi problemi tutto si complica. Adesso la priorità è comunque ritornare a casa il prima possibile». —



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