Finanza
Da rivedere c’è anche l’accordo territoriale
EMPOLI. Il mancato rinnovo del regime di cedolare secca al 10% nei Comuni “calamitati” potrebbe avere ripercussioni sull'accordo territoriale per gli affitti rinnovato poco più di un anno fa. Le nuove regole per i proprietari di abitazioni in affitto a canone concordato (e in particolare l'obbligo di richiedere un'attestazione di conformità del contratto alle associazioni di categoria) avevano imposto a fine 2018 la sottoscrizione di un nuovo patto territoriale che rivedesse le tariffe degli affitti “calmierati”. Se per Empoli gli importi erano stati confermati, negli altri comuni si era provveduto ad un taglio delle tariffe: in cambio di canoni più bassi erano previste una serie di agevolazioni per i proprietari. Ma l'accordo, sottoscritto con l’Unione dei Comuni dell’Empolese Valdelsa dalle sigle di categoria (tra cui Confedilizia, Uppi, Aspi, App, Appi, Sunia e Uniat) conteneva una clausola che rischia di riaprire il tavolo. Al comma 5 dell'articolo 2 si diceva, infatti, che «poiché i parametri relativi al canone indicati nel presente accordo presuppongono l'esistenza e il mantenimento dell'opzione fiscale cosiddetta della “decolare secca” in favore dei locatori, le organizzazioni firmatarie qualora le agevolazioni fiscali venissero eliminate o ridotte in modo significativo convengono sulla necessità di revisionare i valori adottati nelle fasce di oscillazione, al fine di riequilibrare le posizioni delle parti contraenti». E si impegnavano a richiedere al Comune la convocazione delle organizzazioni per trovare un accordo integrativo. —
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