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le vertenze 

Le ragioni della Vibac non convincono i lavoratori che mantengono il presidio

Daniele Dei

Per la Colorobbia è confermato domani mattina a Sovigliana l’incontro tra l’azienda e le organizzazioni sindacali

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VINCI. Calo di fatturato del 22%, costi aumentati e marginalità notevolmente ridotta. Sarebbero questi, ufficialmente, i motivi per cui i dirigenti della Vibac a Ticineto, in provincia di Alessandria, hanno optato per la chiusura definitiva dello stabilimento ex Syrom di Mercatale di Vinci, comunicata nelle scorso 17 gennaio.

È quanto si apprende da un incontro che si è tenuto ieri in azienda a cui hanno partecipato alcuni emissari dei vertici della Vibac, i rappresentanti dei lavoratori e del sindacato Filctem Cgil.

«È stato un passaggio interlocutorio – spiega Giuseppe Dentato, l'esponente della Cgil che sta seguendo la vertenza – in cui purtroppo non siamo potuti entrare troppo nel merito delle questioni. Constato che le persone con cui abbiamo avuto il colloquio non avevano competenze sulle tecniche produttive o sul commerciali. Il calo del 22% è stato registrato per alcuni prodotti lavorati qui e a Termoli. In questa situazione, a loro dire, questo ha penalizzato pesantemente il bilancio e la sostenibilità del gruppo».

E perché proprio il taglio dello stabilimento di Mercatale? «A loro dire i costi erano più alti rispetto a quelli dello stabilimento molisano – risponde – per via della presenza di macchinari vecchi. A nostro modo di vedere è uno scaricare sui lavoratori le responsabilità dell'azienda».

Al momento non ci sono altre date prefissate, anche se la Regione Toscana sta intercedendo con il Ministero dello Sviluppo Economico per aprire un tavolo di livello nazionale. «Ho ricordato agli emissari di Vibac – conclude Dentato – che noi avevamo chiesto l'8 gennaio un incontro, proprio perché eravamo a conoscenza di certe dinamiche. L'azienda si è seduta al tavolo solo dopo settimane. Per noi il sito di Vinci ha tutti gli elementi per contribuire al benessere del gruppo, rivedendo cosa si produce e il come. Sicuramente il presidio ai cancelli resterà permanente in attesa di nuove notizie».

La vertenza

Colorobbia

È confermato per domani mattina alla sede di Colorobbia Italia di Sovigliana l'incontro per parlare della messa in mobilità di 59 lavoratori di tutto il gruppo. Il summit era stato fissato una decina di giorni fa a fronte della comunicazione ufficiale pervenuta alla Rsu e al sindacato Filctem Cgil in data 20 gennaio. All'incontro saranno presenti le delegazioni dei tre stabilimenti coinvolti: quello di Sovigliana con 30 esuberi, quello di Montelupo Fiorentino, con 13, e il polo di Fiorano Modenese, in cui le persone interessate sono 16. Al tavolo saranno presenti alcuni dirigenti aziendali per spiegare le motivazioni della scelta intrapresa. In particolare, a risentire di questo taglio dovrebbe essere soprattutto il settore commerciale e assistenza del gruppo, specializzato in smalti e vernici per il settore ceramico. —

Daniele Dei

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