Raccolti ventimila euro per le donne di Casa Matilda
La struttura, dedicata alle vittime di violenza, è gestita dalle Pubbliche assistenze Il ricavato servirà anche per promuovere attività di formazione per le madri
empoli. Da quella casa rinasce la speranza. Lì vivono donne e bambini che, sulla loro pelle, hanno subito violenza. Ma, finalmente, possono ricominciare. Quantomeno sperare in una vita normale. Questa è Casa Matilda: una struttura per la seconda accoglienza diventata, nel tempo, un punto di riferimento per le vittime di maltrattamenti domestici. In passato era un albergo, negli ultimi anni abbandonato al degrado e all’incuria. Ma poi le Pubbliche assistenze riunite di Empoli ci hanno creduto e, nel luglio dello scorso anno, hanno dato il via al progetto. È con orgoglio che nel parla la presidente dell’associazione, Eleonora Gallerini.
«Quando abbiamo cominciato a parlare del progetto – racconta – erano in pochi a sostenerci. Ma grazie alla sensibilità di molti imprenditori e associazioni del territorio l’attenzione su Casa Matilda è cresciuta sempre di più. Adesso sono venticinque gli sponsor che ci sostengono. E per questo li ringraziamo».
Il 14 dicembre scorso, poi, a Villa di Cambiano, a Castelfiorentino, è stata organizzata la tradizionale cena di raccolta fondi dedicata proprio a Casa Matilda a cui hanno partecipato oltre 300 persone. Presentatore della serata, la “Iena” e volto noto di Italia Uno, Andrea Agresti
«È stata una grande festa – ricorda Gallerini – e, per l’occasione, sono stati raccolti 20mila euro. Una cifra importante che ci consentirà di continuare a investire in diverse attività di Casa Matilda».
Una casa su tre piani con 12 camere e 16 bagni, una cucina industriale dove le donne, in autonomia, possono cucinare per sé e i loro bambini. E poi c’è il giardino e un grande salone, dove i piccoli possono trascorrere il loro tempo a giocare.
L’obiettivo, in sostanza, è quello di dare una seconda possibilità alle donne che sfuggono a situazioni di violenza.
«C’è sempre più bisogno di attenzione al tema della violenza – prosegue la presidente Gallerini – e in questa direzione va il nostro impegno. Alle donne di Casa Matilda vogliamo dare, più di ogni altra cosa, le chiavi del loro destino. Perché uscire dalla spirale di violenza significa soprattutto raggiungere la propria indipendenza. Un percorso non facile, certo. Ma fondamentale per superare i traumi subiti».
E i 20mila euro serviranno anche a questo: a supportare le attività dell’associazione.
«Sia a sostegno dei bambini con attività educative e musicali – sottolinea la presidente Eleonora Gallerini – sia promuovendo corsi di formazione per le donne. Si tratta, in genere, di percorsi abbastanza lunghi. Non si può generalizzare, comunque, perché ogni donna ha il suo».
Così come i loro bambini. «La rete di volontari che gira intorno a Casa Matilda e anche alle altre case rifugio è vasta con professoresse ed educatrici che mettono a disposizione la loro conoscenza – conclude Gallerini – Promuoviamo, tra le altre cose, il doposcuola. Un momento pensato per affiancare i bambini e ragazzi durante lo svolgimento dei compiti pomeridiani per acquisire un metodo di studio. Proprio perché la normalità comincia soprattutto dalle piccole attività quotidiane». A questo, in fondo, aspira chi ha subito violenza: una vita semplice che, però, ha il sapore di una grande conquista. –
Martina Trivigno
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