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limite sull’arno 

Entri in classe e posi il cellulare Al “Fermi” arrivano le tasche

D.D.
Entri in classe e posi il cellulare Al “Fermi” arrivano le tasche

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CAPRAIA E LIMITE. Il cellulare in classe non deve entrare. Per questo motivo le scuole si devono organizzare affinché gli studenti, almeno durante le ore di lezione, non abbiano sotto mano lo smartphone in continuazione a discapito dell’attenzione a ciò che i professori insegnano loro.

Passi avanti, in questo senso, arrivano dalla scuola secondaria inferiore “Enrico Fermi” di Limite sull’Arno che, a partire da questa settimana, ha adottato un’idea semplice ma funzionale per porre rimedio a questa situazione: la collocazione nelle classi di una speciale struttura “tascata” che permette di poter riporre i cellulari appena si entra in aula. C’è posto per tutti: ogni studente ha un numero identificativo a cui fare riferimento e quindo un apposito spazio dove inserire il telefono, un po’ come se fosse il proprio armadietto, ma in versione “mignon”. Ogni pannello ha la possibilità di contenere fino a 30 telefonini e ognuna delle classi, dalla prima alla terza, ne ha uno a disposizione.

La novità è stata presentata dall’istituto comprensivo, diretto da quest’anno dalla professoressa Angela Di Donato, attraverso la propria pagina Facebook, riscuotendo a livello social (ma probabilmente non solo) tanti like e apprezzamenti.

«Dobbiamo educare i giovani affinché, fin da subito, non diventino dipendenti dal telefono cellulare – spiega la dirigente scolastica – nell’istituto, per regolamento, l’utilizzo degli smartphone è vietato di per sé, a ogni modo i genitori stessi hanno voluto dare una mano alla scuola affinché le regole venissero effettivamente seguite».

L’acquisto dei portacellulari, infatti, viene da un’azione di volontariato promossa lo scorso anno scolastico: iI rappresentati dei genitori della scuola secondaria avevano organizzato, in occasione del periodo di Natale del 2018, un mercatino a tema per le festività, raccogliendo una serie di fondi che, nel corso di questi mesi, è stato deciso di investirli all’interno della “Fermi”, ma con una trovata semplice e funzionale.

«Ai genitori dei ragazzi va il nostro più sentito ringraziamento», ha dichiarato la professoressa Di Donato. —

D.D.

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