Il Tirreno

Empoli

Vibac e Colorobbia, 163 licenziamenti a Vinci e Montelupo

Il presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento Vibac di Vinci (foto Carlo Sestini)
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Il presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento Vibac di Vinci (foto Carlo Sestini)

Manifestazione davanti allo stabilimento di Mercatale, presenti i sindaci Torchia, Rossetti, Brandini e il senatore Parrini. Chiesti incontri con le due proprietà

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 VINCI.  Manifestazione davanti all'azienda Vibac di Vinci per i 120 lavoratori dello stabilimento dopo che la direzione aziendale, con sede a Ticineto (Alessandria) ha comunicato lo scorso venerdì la chiusura del sito produttivo e l'apertura della procedura di mobilità per tutti i dipendenti.
   La Filctem Cgil e la rsu, fa sapere il sindacalista Giuseppe Dentato, hanno chiesto questa mattina, lunedì 20, in via ufficiale un incontro all'azienda per capire i motivi della decisione e avviare una trattativa. "I sentori li avevamo quando abbiamo letto i bilanci nelle scorse settimane - spiega il sindacalista - e infatti l'8 gennaio avevamo chiesto un incontro di approfondimento. Auspichiamo una convocazione a breve altrimenti non escludiamo di intraprendere azioni come l'occupazione della fabbrica". Al presidio erano presenti alcuni sindaci del territorio empolese oltre al senatore del Partito Democratico Dario Parrini: "L'azienda deve vivere - ha commentato Parrini - Regione e Ministero entreranno in campo. La proprietà apra subito un confronto serio con sindacati e istituzioni: no ai colpi di mano".

Acque agitatate anche alla Colorobbia Italia, azienda che produce colori e smalti per il settore ceramico,che ha annunciato l'avvio della procedura di mobilità per 30 lavoratori nello stabilimento di Vinci e 13 in quello di Montelupo Fiorentino. E' quanto reso noto da Sergio Luschi, sindacalista della Filctem Cgil Empolese Valdelsa che segue la vertenza.    "Mercoledì è  in programma un incontro tra sindacato, rsu e i sindaci dei due Comuni - spiega - in cui la rappresentanza dei lavoratori esprimerà le proprie preoccupazioni. In casi avvenuti negli anni passati si  ricorso agli ammortizzatori sociali e ai pensionamenti, cosa che oggi invece non sarà possibile ed è motivo di preoccupazione". L'azienda, fa sapere il sindacato, ha inoltrato una comunicazione ufficiale nella giornata di oggi. I due stabilimenti annoverano un totale di 200 dipendenti circa.


 

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