Gioco
Stamani il presidio degli operai della Vibac davanti alla fabbrica
VINCI. Entra nel vivo la grande lotta sindacale per salvare il salvabile per quanto riguarda l’imminente chiusura dello stabilimento Vibac di Mercatale di Vinci, dopo che la dirigenza con sede a Ticineto, in provincia di Alessandria, ha deciso di chiudere il plesso ex Syrom. Stamani infatti i 120 lavoratori dello stabilimento incroceranno le braccia con un presidio di fronte ai cancelli della fabbrica di nastri adesivi, con un incontro con la stampa previsto alle 11. 30. Nel frattempo era già stato proclamato lo stato di agitazione con il fermo delle macchine a partire dal terzo turno di lavoro dello scorso venerdì, giorno in cui si era tenuta anche l’assemblea dei lavoratori, oltre al blocco completo delle spedizioni del magazzino.
Nel corso del fine settimana, il sindaco di Vinci, Giuseppe Torchia, ha fatto sapere ieri con un post su Facebook che aver chiesto alla Regione Toscana l’apertura del tavolo di crisi. «Questo servirà a portare l’azienda a rendere conto di quanto accaduto – dice il primo cittadino – ci dovrà spiegare per quali ragioni nel 2018 chiedeva un sacrificio ai lavoratori, attraverso la cassa integrazione guadagni straordinaria, indicando una prospettiva di rilancio del sito produttivo di Vinci, e oggi si mettono tutti in mobilità. Quanto accaduto ha il sapore di una presa in giro di istituzioni, sindacati e lavoratori. Ricordo alla Vibac che la responsabilità sociale dell’impresa verso il territorio è una cosa seria».
La questione è seguita anche dal sindaco di Cerreto Guidi, Simona Rossetti. «È un fulmine a ciel sereno – commenta – siamo molto preoccupati per il futuro di questi 120 lavoratori e saremo al loro fianco». –
Daniele Dei
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