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Vibac e Colorobbia, rebus occupazione Parrini: «Ho interessato il Ministero»
Le forze politiche dell’Empolese Valdelsa si sono mobilitate per il mantenimento dei posti di lavoro delle due aziende
VINCI. Vibac e Colorobbia: 180 posti di lavoro in due aziende simbolo dell'Empolese Valdelsa pronti a saltare. Lo stabilimento di nastri adesivi di Mercatale di Vinci, per giunta, si prepara a chiudere i battenti per volontà della stessa dirigenza con sede a Ticineto, provincia di Alessandria. Ieri e oggi la sede centrale piemontese è chiusa, ed è quindi impossibile parlare con qualcuno. Lo fanno invece i politici del territorio: il senatore Dario Parrini, ex sindaco di Vinci, afferma di aver informato della situazione il sottosegretario allo Sviluppo Economico, ovvero la collega del Pd Alessia Morani. Un nuovo documento della Rsu Vibac, elaborato al termine della riunione di venerdì, fornisce ulteriori dettagli sulla vicenda: la società ha chiuso in perdita gli ultimi due anni e che solo il ramo di azienda presente in Canada ha mantenuto risultati ottimali. Il bilancio Vibac parla di una perdita di sette milioni nel 2017 e undici nel 2018, con una posizione finanziaria netta negativa di 70 milioni. «La compagine societaria – spiega una relazione della Rsu – è in mano a una sola famiglia e hanno percepito emolumenti per circa 950mila euro, cifra importante ma non consona a una società in perdita. Infatti di norma non si deliberano emolumenti con bilanci in perdita per più esercizi».
«Il profilarsi di un numero elevato di licenziamenti alla Colorobbia e della volontà della Vibac di chiudere lo stabilimento di Vinci sono due brutte notizie – commenta il senatore Parrini - la risposta delle istituzioni, in primo luogo i Comuni e la Regione, non tarderà. Non nascondo che la vicenda Vibac suscita grande sconcerto: nelle nostre terre esiste una storia di relazioni industriali basate su dialogo, lealtà, rispetto reciproco tra le parti e responsabilità sociale degli imprenditori. Se qualcuno pensa di poter calpestare questa tradizione, si illude, e scoprirà presto che non gli sarà consentito».
«Aprire un tavolo regionale è doveroso, ma senza una nuova politica industriale rischiamo sia solo un palliativo», commenta il deputato di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli. I segretari Pd dell'Empolese e di Vinci, Jacopo Mazzantini e Francesco Marzocchini, invitano a «distinguere tra due vicende che appaiono diverse tra loro, dal momento che Colorobbia annuncia dei licenziamenti pur intendendo rimanere sul territorio e continuare a investire, mentre Vibac intende chiudere senza alcun preliminare contatto con le istituzioni per trovare soluzioni meno radicali».
Per il presidente dell'Unione dei Comuni, Alessio Falorni, sono «due vicende davvero gravose su cui dover intervenire per mantenere in zona posti di lavoro», mentre per Alessandro Scipioni, capogruppo leghista di Vinci e segretario provinciale del Carroccio, «il non aver puntato su un turismo stanziale ha privato la possibilità sul territorio che ci siano alternative occupazionali per le persone coinvolte dai licenziamenti».
Daniele Dei
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