Il dolore
Muro crollato a Montelupo, la Procura ha acquisito i documenti in Comune
Vanno avanti le indagini della magistratura per accertare eventuali responsabilità: l'ipotesi di reato è crollo colposo. La prossima settimana sarà avviato il cantiere per la ricostruzione
MONTELUPO. La polizia giudiziaria della Procura di Firenze si è presentata nei giorni scorsi negli uffici del Comune di Montelupo nell’ambito delle indagini per il crollo del muro di via Guglielmo Marconi del 10 dicembre scorso. Nessuna perquisizione, ma una semplice acquisizione di documenti. Carte che serviranno a fare luce sulle ragioni del crollo e di conseguenza su eventuali responsabilità. Per il momento il fascicolo per crollo colposo nelle mani del pm Gianni Tei sarebbe ancora a carico di ignoti: nessun nome sul registro degli indagati in questa prima fase delle indagini volta a fare chiarezza sull’accaduto. L’area interessata dalla caduta del muro intanto resta sotto sequestro. Ma questo non fermerà i lavori di messa in sicurezza e di ripristino, che possono essere eseguiti a condizione di venire documentati. Il cedimento del muro di contenimento di via Marconi, una porzione di 30 metri circa, provocò la caduta di una grande quantità di terra che travolte diverse auto in sosta.
Intanto la prossima settimana sarà avviato il cantiere per la ricostruzione del muro crollato in via Marconi. Il progetto è stato sviluppato internamente al Comune e l’intervento viene finanziato con i 520. 000 euro che la Regione Toscana ha messo subito a disposizione. La messa in sicurezza dell’area prevede una tecnica chiamata “Soil Nailing” cioè la collocazione sul versante di una rete chiodata, oltre alla realizzazione di un muro di 4, 5 metri, alto come la porzione in pietra che gli sta accanto. Inoltre è previsto il consolidamento del muro che non è crollato e su cui è rimasto parte dell’opera realizzata dall’artista Ligama. Infine saranno smantellati i gabbioni metallici attualmente presenti nella parte alta del versante. Il progetto è stato pensato in modo tale che il versante possa sopportare elevate quantità di infiltrazioni di acqua e movimenti sismici anche di forte intensità.
«Il nostro ufficio tecnico – afferma il sindaco di Montelupo Paolo Masetti – è riuscito a progettare e realizzare l’intervento in tempi rapidi e con l’obiettivo di mettere in sicurezza tutta l’area. Questo accade, lo dico con estrema soddisfazione, a poco più di un mese di distanza dal crollo. Indispensabile è stato il supporto economico della Regione. Non è mai prudente sbilanciarsi sui tempi, ma tutto fa ipotizzare che le famigle evacuate possano rientrare nelle loro case prima dell’inizio della primavera. Tutto questo è comunque subordinato ai risultati finali del monitoraggio del georadar messo a disposizione dell’Università di Firenze. È confortante il fatto che i primi risultati parziali non evidenzino movimenti nel versante».
Lo stesso scenario è stato presentato in un incontro con i residenti. Un’occasione per fare il punto della situazione, ascoltare eventuali dubbi e timori e ipotizzare una tabella di marcia dei lavori e del rientro nelle abitazioni.
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